Nuova notte di attacchi tra Russia e Ucraina. Le forze russe hanno lanciato un massiccio raid contro Kiev e l’oblast circostante, provocando incendi e danni a diverse strutture. Tra gli edifici colpiti figura un impianto alimentare. Le autorità ucraine hanno riferito di vittime e feriti provocati dagli attacchi.
Nella stessa notte, il ministero della Difesa russo ha comunicato di avere intercettato e abbattuto 596 droni ucraini diretti contro il territorio della Federazione. Il dato non è stato verificato indipendentemente.
Un attacco ucraino ha raggiunto anche Novorossiysk, importante città portuale russa sul Mar Nero, interessando l’area della base navale. Secondo quanto riferito dal governatore della regione di Krasnodar, il bilancio provvisorio è di quattro morti, tra cui un bambino, e 29 feriti. Le autorità russe hanno inoltre segnalato danni provocati dall’attacco.
I colloqui tra Putin e Trump
Sul fronte diplomatico, nelle ultime ore si è svolto un colloquio telefonico di circa un’ora tra il presidente russo Vladimir Putin e quello statunitense Donald Trump. Al centro della conversazione vi sarebbe stata anche la possibilità di rilanciare il negoziato sulla guerra in Ucraina.
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che Mosca si aspetta la ripresa, “nel prossimo futuro”, dei negoziati trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Secondo Peskov esisterebbe una volontà politica comune di procedere in questa direzione. Il portavoce ha tuttavia escluso che possa essere elaborata a breve una roadmap per una soluzione del conflitto. Peskov ha aggiunto che Mosca continua a mantenere contatti con Washington. Tra le possibili sedi di futuri colloqui viene indicata Abu Dhabi.
Putin ha ribadito la posizione russa sulla sicurezza europea, sostenendo che la cosiddetta minaccia russa all’Europa viene utilizzata dall’Unione europea come pretesto per continuare a fornire armi all’Ucraina.
Le dichiarazioni di Zelensky
Da Oslo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a discutere compromessi, ma ha chiesto alla Russia di compiere “passi avanti reali”. Zelensky ha inoltre ribadito la necessità di ulteriori sistemi di difesa aerea e di nuovi missili intercettori.
Il presidente ucraino ha affermato che l’Europa deve partecipare ai negoziati perché, a suo giudizio, le discussioni riguardano non soltanto la sicurezza dell’Ucraina ma anche quella dell’Occidente. Zelensky ha ringraziato gli Stati Uniti per il contributo alla ripresa dei contatti tra Mosca e Kiev e ha citato, tra le priorità ucraine, il sostegno militare per l’inverno e il rafforzamento della difesa contro i missili balistici.
Riferendosi all’ultima offensiva russa, Zelensky ha dichiarato che sarebbero stati circa 180 gli obiettivi aerei coinvolti nell’attacco e che la difesa ucraina avrebbe abbattuto circa il 90% dei bersagli, compresi alcuni missili balistici e più di trenta missili da crociera. Secondo il presidente ucraino, un solo missile da crociera avrebbe raggiunto il proprio obiettivo. Anche questi dati non sono stati verificati indipendentemente.
Zelensky ha inoltre annunciato la preparazione del programma denominato “Freyja” e ha espresso l’auspicio che possa ricevere il sostegno degli Stati Uniti. Ha confermato inoltre la necessità di nuovi sistemi Patriot per la difesa dello spazio aereo ucraino.
L’attacco di Lavrov
Sul piano politico, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha accusato il presidente finlandese Alexander Stubb e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni di chiedere un cessate il fuoco con l’obiettivo di consentire all’Ucraina di guadagnare tempo e riorganizzare le proprie forze.
“Alcuni ora, incluso il presidente della Finlandia, il primo ministro italiano, stanno iniziando a parlare della necessità di un urgente cessate il fuoco”, ha dichiarato Lavrov in un’intervista a una televisione russa, secondo quanto riferito dall’agenzia Tass. Il ministro ha collegato la richiesta di una tregua alle esigenze ucraine di nuovi missili Patriot e sistemi di difesa aerea.
Intanto, mentre proseguono gli attacchi aerei e i contatti diplomatici, Mosca conferma l’intenzione di mantenere aperto il canale con Washington in vista di una possibile ripresa dei negoziati trilaterali.





