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Pil, Confcommercio alza le attese: crescita vicina all’1% nel 2026

Pil, Confcommercio alza le attese: crescita vicina all’1% nel 2026

Nel secondo trimestre l’economia avanza dello 0,4%, mentre a giugno i consumi salgono dell’1,8%. L’inflazione scende al 2,5%, ma le tensioni in Medio Oriente riaprono l’incognita sui prezzi dell’energia
sabato, 18 Luglio 2026
2 minuti di lettura

L’economia italiana conserva margini di crescita nonostante il ritorno delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Confcommercio conferma per il secondo trimestre del 2026 un aumento congiunturale del Pil dello 0,4%, con un progresso dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La crescita acquisita rafforza inoltre la prospettiva di un incremento del prodotto interno lordo vicino all’1% nell’intero anno. Il quadro emerge dall’ultima Congiuntura Confcommercio.

Il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente, dopo una breve fase di tregua, introduce nuovi elementi di incertezza nelle previsioni. Il precedente allentamento delle frizioni nell’area aveva favorito una riduzione delle quotazioni delle materie prime, comprese quelle energetiche, con effetti positivi sulle prospettiverelative ai prezzi e all’attività economica.

La situazione attuale rende più complessa la valutazione dei prossimi mesi, ma gli indicatori ad alta frequenza delineano un’economia che mantiene elementi di vitalità. Le temporanee battute d’arresto non modificano, secondo Confcommercio, il quadro complessivo del primo semestre.

Stime positive

Le stime indicano segnali positivi anche per luglio. Il Pil dovrebbe registrare un aumento dello 0,2% rispetto a giugno e dell’1,2% su base annua, sostenuto dalla domanda per consumi e dalla tenuta della produzione industriale. Su queste basi Confcommercio valuta con ottimismo le prospettive per il 2026. In assenza di sorprese nelle prossime stime ufficiali, eventuali rallentamenti dell’attività potrebbero produrre gli effetti principali nel 2027, quando termineranno anche gli effetti diretti del Pnrr.

Segnali positivi arrivano dalla domanda delle famiglie. A giugno 2026 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio registra una crescita stimata dell’1,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Il risultato deriva dall’aumento del 2,1% della spesa per i beni e dell’1,4% di quella destinata ai servizi.

Domanda delle famiglie

Nel secondo trimestre la domanda delle famiglie segna un incremento stimato dell’1,6% su base annua e consolida il recupero iniziato alla fine del 2025. Le incertezze legate soprattutto all’andamento dei prezzi, riflesse anche dalle oscillazioni della fiducia, non sembrano per ora aver modificato in misura significativa le scelte di spesa.

La ripresa interessa gran parte delle categorie considerate dall’indicatore. La crescita più elevata riguarda i beni e i servizi per la mobilità, con un +7,2%, seguiti dalla comunicazione con il +5,7% e dalla cura della persona con il +4,2%.

Risultano positivi anche i beni e i servizi per la casa, in aumento dell’1,7%, gli alberghi e la ristorazione con il +1,1%, l’abbigliamento e le calzature con il +0,6%. Alimentari, bevande e tabacchi registrano un progresso dello 0,4%. L’unica macrofunzionein calo è quella dei beni e servizi ricreativi, che segna una flessione del 2,4%.

Automotive

Tra le singole voci spicca l’automotive, con acquisti dei privati in aumento del 17,4% rispetto a giugno 2025. Seguono gli elettrodomestici con il +8,8%, i trasporti aerei e i servizi ricreativi in senso stretto con il +5,3%, i prodotti farmaceutici e terapeutici con il +4,6% e gli alberghi con il +2,1%. Dopo il dato negativo di maggio tornano in territorio positivo anche mobili e articoli d’arredamento, con il +1,3%, carburanti con il +1,5% e alimentari con il +0,5%.

Un contributo alla domanda arriva inoltre dal turismo. Dopo un gennaio 2026 difficile, i mesi successivi hanno registrato una ripresa trainata dalla componente straniera. Il confronto di medio periodo risente tuttavia della modifica introdotta da gennaio 2025 nel perimetro di rilevazione delle presenze, che comprende anche gli alloggi gestiti in forma non imprenditoriale.

Inflazione

Sul fronte dei prezzi emergono segnali di parziale rientro dell’inflazione. Per luglio 2026 Confcommercio stima una riduzione dello 0,1% dell’indice dei prezzi al consumo rispetto a giugno e una variazione del 2,5% su base annua. Alla base del dato figurano l’attenuazione delle pressioni sui costi delle materie prime energetiche e il calo dei prezzi degli alimentari, con un contributo rilevante della componente fresca.

Le nuove tensioni sui mercati internazionali potrebbero però modificare il quadro nei prossimi mesi. Una ripresa delle quotazioni energetiche rischia di rallentare il percorso di discesa dell’inflazione già da agosto e di alimentare le preoccupazioni delle famiglie.

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