Giovedì, nel quarto giorno dell’udienza preliminare a Provo, sono state riprodotte in aula le registrazioni che mostrerebbero Tyler Robinson, 23 anni, confessare al suo coinquilino Lance Twiggs di essersi pentito di aver ucciso Charlie Kirk, l’attivista conservatore fondatore di Turning Point USA. Twiggs, che era anche il suo compagno, ha raccontato che Robinson camminava nervosamente avanti e indietro per l’appartamento il giorno dopo la sparatoria del 10 settembre alla Utah Valley University, davanti a centinaia di persone.
“Voleva costituirsi o confessare ai genitori”, ha detto Twiggs nel video, registrato il 20 aprile e mostrato in aula in versione parzialmente censurata. I pubblici ministeri hanno presentato le prove per convincere il giudice Tony F. Graf Jr. che esistono elementi sufficienti per rinviare Robinson a processo per omicidio aggravato. L’imputato non si è ancora dichiarato colpevole né innocente. Secondo l’accusa, avrebbe lasciato un biglietto al coinquilino con la frase: “Ho avuto l’opportunità di eliminare Charlie Kirk e la coglierò.” Nei messaggi di testo successivi, Robinson avrebbe scritto: “Ne ho abbastanza del suo odio. Certi tipi di odio non si possono negoziare.”
In un altro scambio, accennava all’idea di incidere parole sui proiettili, dettaglio confermato da Twiggs nell’intervista. Gli avvocati della difesa si sono opposti alla diffusione delle dichiarazioni, sostenendo che l’accusa le avrebbe interpretate come una confessione, compromettendo il diritto a un processo equo. L’udienza, che si concluderà domani, potrebbe segnare il passaggio decisivo verso il processo formale, mentre il dolore e la tensione continuano a riempire l’aula di giustizia dello Utah.





