Marine Le Pen potrà, in linea di massima, partecipare alle prossime elezioni presidenziali francesi. La Corte d’Appello di Parigi ha condannato la Presidente del gruppo Rassemblement national all’Assemblea nazionale a tre anni di detenzione (per appropriazione indebita di fondi pubblici), due dei quali sospesi e uno da scontare con braccialetto elettronico, e a 45 mesi di ineleggibilità per appropriazione indebita di fondi pubblici. Di questi, però, 30 mesi sono stati disposti con la condizionale. Il punto politico della sentenza riguarda proprio la durata effettiva dell’ineleggibilità.
Una condanna superiore ai due anni avrebbe impedito a Le Pen di correre per l’Eliseo nelle presidenziali fissate per il 18 aprile. La decisione della Corte, invece, non chiude automaticamente la strada alla candidatura della leader nazionalista, che resta dunque formalmente in campo.
La partita, ora, si sposta sul piano politico e personale. Sarà Le Pen a dover comunicare la propria scelta, anche perché in passato aveva legato la sua eventuale candidatura a una condizione precisa: non essere condannata per un reato che comportasse l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.





