La Nigeria ha annunciato che chiederà un risarcimento al Sudafrica per i cittadini costretti a lasciare il Paese in seguito alle recenti proteste contro i migranti irregolari. La richiesta, ha spiegato il portavoce del Ministero degli Esteri Kimiebi Imomotimi Ebienfa, sarà discussa “ai massimi livelli” tra i due governi. Secondo le autorità nigeriane, centinaia di cittadini hanno abbandonato attività, case e beni personali per timore di violenze. L’Alto Commissario ad interim ad Pretoria, Alexander Ajayi, ha dichiarato che il governo sta documentando con precisione le proprietà lasciate indietro, dalle attività commerciali alle automobili, fino agli immobili. Tra loro c’è Oghodero Erejor Wilson, 32 anni, che ha raccontato alla BBC di aver vissuto quasi dieci anni in Sudafrica.
Gestiva un negozio di abbigliamento a Centurion, nella provincia di Gauteng, ma ha chiuso tutto e si è rifugiato vicino all’Alto Commissariato nigeriano. Nelle ultime settimane, più di 600 nigeriani sono già stati rimpatriati, mentre altri attendono i voli organizzati da Abuja. Le autorità sudafricane sostengono che molti di loro fossero nel Paese illegalmente, affermazione contestata dalla Nigeria. La crisi è esplosa dopo una serie di proteste organizzate da gruppi anti‑immigrazione, che hanno dato agli stranieri senza documenti una scadenza al 30 giugno per lasciare il Paese.
Le marce, che hanno coinvolto migliaia di persone, si sono svolte in gran parte pacificamente, ma non sono mancati episodi isolati di violenza contro cittadini stranieri. La polizia sudafricana ha arrestato circa 900 persone, principalmente per reati legati all’immigrazione e saccheggi. Il Sudafrica ha dichiarato che eventuali richieste di risarcimento “trasparenti” saranno valutate caso per caso. La Nigeria, dal canto suo, ha invitato i cittadini rimpatriati a documentare con precisione ogni bene abbandonato, assicurando che tutte le rivendicazioni saranno verificate prima di una richiesta formale.





