0
Xi Jinping, Presidente Repubblica Popolare Cinese
Xi Jinping, Presidente Repubblica Popolare Cinese

La Cina invita le minoranze etniche a integrarsi o ad affrontare le conseguenze con una radicale legge sull’unità

giovedì, 2 Luglio 2026
1 minuto di lettura

La Cina di Xi Jinping ha trasformato in legge una politica che da anni mira a rimodellare l’identità delle minoranze etniche, dai tibetani agli uiguri, subordinandola alla nazione cinese e al Partito comunista. L’Ethnic Unity and Progress Promotion Law, entrata in vigore il 1° luglio, codifica questa visione in modo capillare: scuole, quartieri, famiglie, istituzioni culturali e persino individui all’estero diventano parte di un progetto di assimilazione nazionale senza precedenti. La norma vieta qualsiasi atto che “minacci l’unità etnica” o “crei divisioni” tra le 56 etnie riconosciute dal Paese, dominato dalla maggioranza han, oltre il 90% della popolazione.

Le scuole devono usare il mandarino come lingua principale e insegnare un curriculum che “forgi un forte senso di comunità del popolo cinese”. I genitori sono obbligati a educare i figli ad “amare il Partito comunista e il popolo cinese”. Il governo dovrà sostenere musei, biblioteche e istituzioni culturali affinché promuovano la storia nazionale e la prosperità della Cina. Le autorità locali, inoltre, dovranno favorire l’“integrazione etnica” nelle politiche abitative — un punto che gli osservatori interpretano come possibile preludio a ricollocamenti forzati. La legge ha un raggio d’azione globale: individui e organizzazioni fuori dalla Cina potranno essere ritenuti responsabili se accusati di “minare l’unità etnica”.

Per gli esperti, questo apre la porta a forme di repressione transnazionale, con effetti su attivisti, ricercatori, giornalisti e comunità della diaspora. Nel discorso per il 105° anniversario del Partito, Xi ha ribadito che la legge è centrale per “rafforzare la grande unità di tutti i gruppi etnici”. Ma le critiche sono immediate. In una lettera di aprile, esperti ONU hanno avvertito che la norma potrebbe avere “gravi implicazioni” per l’autonomia linguistica, culturale e religiosa di tibetani, uiguri e mongoli.   

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Zelensky: “Putin è pazzo e Dio è con noi”. A Parigi vertice Cina-Francia

Sono senza soluzione di continuità le notizie sulle intenzioni del…

Zelensky: Russia e Cina boicottano la Conferenza di pace in Svizzera

La Conferenza di pace in Svizzera si avvicina e il…