Il capo delle forze armate ugandesi, Muhoozi Kainerugaba — figlio del presidente Yoweri Museveni — ha ordinato domenica la chiusura del quotidiano Daily Monitor e dell’emittente NTV Uganda, due tra i principali media indipendenti del Paese. In un post su X, Kainerugaba ha dichiarato: “In Uganda non credo nella libertà di stampa! La stampa deve essere guidata dai quadri della rivoluzione”. Le sue parole hanno scatenato un’ondata di indignazione internazionale e riacceso il dibattito sulla libertà di espressione in Uganda, dove Museveni governa ininterrottamente dal 1986.
Kainerugaba, considerato da molti il suo possibile successore, ha aggiunto che le due testate “non riapriranno senza il mio permesso”. Secondo il Daily Monitor, militari armati sono stati dispiegati presso la sede del gruppo editoriale Nation Media Group (NMG) a Kampala, impedendo a giornalisti e dipendenti di entrare o uscire. Le trasmissioni di NTV Uganda e delle altre emittenti radio e televisive del gruppo risultavano interrotte già dalla mattina di domenica. NMG, conglomerato mediatico con sede in Kenya e quotato alla Borsa di Nairobi, non ha rilasciato commenti immediati.
Kainerugaba è noto per i suoi post provocatori sui social, spesso rivolti contro l’opposizione. In passato ha minacciato di “decapitare” il leader Bobi Wine, figura di spicco del movimento giovanile antigovernativo. La sua ascesa politica è accompagnata da un crescente controllo sui media e da un linguaggio che richiama la retorica militare del padre. Nel 2013, il governo di Museveni chiuse il Daily Monitor per dieci giorni dopo la pubblicazione di articoli sulla sua successione. La nuova chiusura segna un ulteriore passo indietro per la libertà di stampa nel Paese, dove le voci critiche vengono sempre più spesso silenziate. Organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato la decisione come “un attacco diretto al pluralismo e alla democrazia”.





