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I nuovi farmaci anti-obesità: benefici anche per fertilità maschile e disfunzione erettile?

venerdì, 26 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Negli ultimi anni la medicina ha assistito all’ascesa di una nuova classe di farmaci che ha radicalmente modificato il panorama terapeutico dell’obesità: gli agonisti del recettore del GLP-1, tra cui semaglutide e tirzepatide.

Se i loro effetti sul peso corporeo, sulla glicemia e sul rischio cardiovascolare sono ormai ampiamente documentati, ciò che emerge dalla ricerca più recente è altrettanto straordinario: questi farmaci sembrano esercitare effetti benefici significativi anche sulla sfera riproduttiva e sessuale maschile.L’obesità come nemico silenzioso della virilità:Iltessuto adiposo in eccesso non è inerte.

Produce estrogeni per aromatizzazione degli androgeni, abbassa i livelli di testosterone libero, induce resistenza insulinica, promuove l’infiammazione cronica e compromette la funzione endoteliale. Il risultato è un quadro clinico complesso che comprende ipogonadismo funzionale, alterazioni dello spermiogramma e disfunzione erettile di origine vascolare e ormonale.

In Italia, dove il tasso di natalità è crollato del 34% dal 2008, questi meccanismi costituiscono un problema di salute pubblica di prima grandezza. GLP-1 e fertilità maschile: cosa dice la ricerca: una ricerca condotta dall’Università di Padova, presentata al XXXIX Convegno di Endocrinologia e medicina della riproduzione, ha dimostrato che gli agonisti GLP-1 non solo favoriscono una perdita di peso significativa, ma migliorano anche la motilità degli spermatozoi.

Uno studio clinico randomizzato su uomini con diabete tipo 2 e obesità ha poi confrontato semaglutide con la terapia sostitutiva con testosterone, mostrando che semaglutide produce miglioramenti significativi nella qualità del seme, in particolare nel numero di spermatozoi morfologicamente normali. Un dato clinicamente rilevante che dimostra che a differenza del testosterone esogeno, che sopprime l’asse gonadotropinico compromettendo la spermatogenesi, la semaglutide la migliora.

Per il paziente che desidera una paternità futura, la differenza diventa sostanziale. Disfunzione erettile: tirzepatide supera persino il testosterone? In uno studio recente su uomini obesi con disfunzione erettile severa, il miglioramento della funzione erettile, misurato con il punteggio IIEF-5 ( score index che misura la disfunzione erettile), è risultato più marcato nel gruppo trattato con tirzepatide rispetto sia al gruppo con sole modifiche dello stile di vita, sia al gruppo in terapia sostitutiva con testosterone. Questo dato è cruciale: la disfunzione erettile nell’uomo obeso non è semplicemente una questione di testosterone basso.

È soprattutto una malattia vascolare, legata all’aterosclerosi dei vasi cavernosi, all’endotelio disfunzionale e all’infiammazione sistemica. Gli agonisti GLP-1 agiscono su tutti questi fronti contemporaneamente, laddove il solo testosterone spesso non basta. Un effetto diretto o mediato dalla perdita di peso? La domanda che la comunità scientifica si pone è se i benefici andrologici siano esclusivamente conseguenza del calo ponderale o se esistano effetti diretti sul testicolo e sull’endotelio penieno.

Recettori per il GLP-1 sono stati identificati in vari distretti corporei al di là del pancreas, compreso il sistema vascolare, rendendo plausibile un’azione diretta. Il panorama terapeutico di questi farmaci continua ad ampliarsi: effetti cardioprotetivi, nefroprotettivi e anti-infiammatori ne confermano la natura di agenti sistemici ad ampio spettro. Lecautele che il clinico non deve dimenticare.L’entusiasmo è giustificato, ma la prudenza rimane d’obbligo. Gli studi disponibili presentano ancora campioni relativamente piccoli e follow-up limitati.

Questi farmaci devono essere integrati con strategie preventive, educazione sanitaria e modifiche dello stile di vita, in un approccio multidisciplinare che coinvolga endocrinologi, andrologi e urologi. Non vanno inoltre trascurati gli effetti avversi gastrointestinali né i segnali, ancora in valutazione, su altri sistemi, incluso quello

neuropsichiatrico. Prospettive: per l’urologo e l’andrologo, il messaggio è chiaro: l’obesità non è solo una questione di chili in eccesso. È una malattia endocrino-metabolica che distrugge la fertilità, compromette l’erezione e accelera il declino andrologico.

I nuovi farmaci anti-obesità non curano solo il peso: ma da evidenze scientifiche recenti si registrano vantaggi anche sulla fertilità e sulla disfunzione erettile cominciando a restituire all’uomo una ripresa riproduttiva e sessuale. E questo, per i nostri pazienti, vale quanto e forse ancor più di qualsiasi altro beneficio metabolico.

Antonio Cisternino

Antonio Cisternino

Medico-Chirurgo
Responsabile nazionale Sanità UDC

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