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Censis-Confcooperative: boom del Buy Now Pay Later, cresce il debito invisibile delle famiglie

giovedì, 25 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Il credito istantaneo entra sempre più nelle abitudini di spesa degli italiani. Pagare in tre rate senza interessi, direttamente da un’app o da una piattaforma di acquisto online, è ormai diventato un gesto ordinario per milioni di consumatori.

Ma dietro la semplicità del meccanismo si nasconde un fenomeno in forte espansione: il Buy Now, Pay Later, il ‘compra ora, paga dopo’, è cresciuto del 127% tra il secondo semestre del 2022 e il secondo semestre del 2025. È quanto emerge dal focus Censis-Confcooperative ‘Il debito invisibile’ che fotografa la rapida diffusione di una forma di credito sempre più incorporata negli acquisti quotidiani.

Solo nell’ultimo anno il Bnplha registrato una crescita del 23% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nello stesso arco temporale, i piccoli prestiti tradizionali sotto i 1.500 euro sono diminuiti del 29%, segnalando una progressiva sostituzione del credito tradizionale nella fascia bassa degli importi.

Il meccanismo è semplice e proprio per questo particolarmente penetrante: nessuna filiale, nessuna attesa, nessun passaggio percepito come richiesta di prestito. Il credito si conclude in pochi secondi all’interno della stessa piattaforma di acquisto, mentre si mette nel carrello uno smartphone, un capo d’abbigliamento o un prodotto per la persona.

Debito silenzioso

Secondo il focus, il Bnpl viene scelto nel 60,3% dei casi per acquisti fino a 1.000 euro, contro il 45,7% del credito finalizzato tradizionale, auto escluse. Il 53,4% dei prodotti finanziati riguarda elettronica e prodotti per la persona, categorie che rappresentano la quota merceologica dominante del credito finalizzato tramite questa formula.

Il rapporto parla di ‘debito silenzioso’: un indebitamento che non viene percepito come tale nel momento in cui viene contratto. Scompare, infatti, il passaggio psicologico tradizionale legato alla richiesta di credito: lo sportello, la firma, l’attesa, la valutazione. Tutto avviene in modo immediato e integrato nell’esperienza di acquisto.

Il fenomeno è particolarmente significativo tra i giovani. Nella Generazione Z, il Buy Now, Pay Later raggiunge una quota del 18,1% tra gli strumenti di credito utilizzati. Ancora più rilevante è il dato sui nuovi entranti nel credito: il 19% dei richiedenti BNPL non ha una storia creditizia precedente e accede per la prima volta al credito proprio attraverso una rateizzazione digitale. Tra chi richiede importi inferiori a 1.500 euro, questa quota è pari all’8%.

Accumulo silenzioso

Il rischio indicato dal focus è quello dell’accumulo silenzioso. L’utilizzo contemporaneo di più contratti Bnpl su piattaforme diverse può generare una somma di piccole obbligazioni che sfuggono ai tradizionali indicatori di vulnerabilità finanziaria. Il debito diventa visibile solo quando smette di essere sostenibile, spesso dopo essersi accumulato su beni a rapido deprezzamento, come elettronica, abbigliamento e prodotti per la persona.

Il focus Censis-Confcooperative segnala criticità anche sul fronte delle imprese. Il 38,6% delle aziende italiane con almeno 50 addetti giudica la situazione economica attuale peggiore rispetto al trimestre precedente, con una punta del 43,7% nel Mezzogiorno. I dati BCE relativi al secondo trimestre 2026 indicano inoltre un inasprimento dei criteri di offerta sui prestiti alle imprese già in corso.

La domanda di finanziamenti per investimenti fissi cala, mentre cresce quella per liquidità e capitale circolante. È il segnale, secondo il rapporto, di imprese che non si indebitano per crescere, ma per gestire l’emergenza.

Credito selettivo

Tra il 2024 e il 2025 i prestiti alle imprese ad alto rischio si sono già ridotti del 2,2%. Per le microimprese vulnerabili il calo è stato ancora più marcato, pari al 6,6%. Tra le imprese considerate vulnerabili dalla Banca d’Italia, la quota di debito detenuto nel 2026 si attesta al 35%. In uno scenario avverso, questa quota potrebbe salire di ulteriori 5 punti percentuali.

Da qui il paradosso del credito selettivo: il credito si contrae proprio per quelle imprese piccole e considerate ad alto rischio che ne avrebbero più bisogno per attraversare la crisi. La vulnerabilità percepita dalle banche rischia così di trasformarsi, per assenza di finanziamento, in vulnerabilità reale.
“Tra le imprese considerate vulnerabili dalla Banca d’Italia, la quota di debito detenuto nel 2026 si attesta al 35%. E il paradosso è crudele: il credito si contrae esattamente per chi ne avrebbe più bisogno”, afferma Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative.

Per Gardini il problema non riguarda solo le prospettive future, ma la situazione attuale. “Ci si indebita per sopravvivere, non per crescere. Non è un allarme per il futuro. È una fotografia del presente che rischia di complicarsi con la politica monetaria restrittiva della BCE”, conclude il Presidente.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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