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Kiev colpisce una fabbrica militare a Voronezh. Droni su Mosca e sul centro satellitare di Dubna

In Crimea sospesi i campi estivi, raid russi su Sumy, Zaporizhzhia, Odessa e navi civili nel Mar Nero. L’Ue cerca un canale diplomatico
martedì, 23 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Kiev ha rivendicato un attacco contro lo stabilimento VZPP Sborka di Voronezh, nel sudovest della Russia, indicato come un sito coinvolto nella produzione di componenti elettronici per i programmi missilistici russi. Secondo fonti ucraine e ricostruzioni Osint, l’obiettivo era l’impianto di semiconduttori. Il governatore regionale Alexander Gusev ha riferito danni ingenti ai piani superiori di un edificio industriale, facciate di condomini colpite e diversi feriti, alcuni in condizioni estremamente gravi. In alcune strade del quartiere è stato dichiarato lo stato di emergenza.

La Russia è stata investita anche da una vasta ondata di droni. Nella regione di Vladimir, un velivolo ucraino è precipitato costringendo all’evacuazione di tre condomini. Nella regione di Tula, un altro drone ha colpito un edificio residenziale, secondo le autorità locali senza provocare feriti. Il fronte più visibile è stato però quello di Mosca. Il sindaco Sergei Sobyanin ha parlato di decine di droni abbattuti nella notte. Secondo le autorità russe, nell’arco di ventiquattro ore sarebbero stati intercettati 84 droni diretti verso la capitale, all’interno di un attacco più ampio da oltre trecento velivoli senza pilota.

Le operazioni negli aeroporti di Sheremetyevo, Domodedovo, Vnukovo e Zhukovskiy sono state sospese per alcune ore e poi ripristinate. L’esercito ucraino ha inoltre rivendicato un attacco contro il centro di comunicazioni satellitari di Dubna, nella regione di Mosca. L’ente russo che gestisce la struttura ha confermato un massiccio attacco di droni, sostenendo però che trasmissioni televisive e comunicazioni non siano state interrotte. Per Kiev, i raid rientrano nella strategia di colpire le infrastrutture che sostengono la guerra russa e di spostare il costo del conflitto sempre più lontano dal fronte.

Crimea sotto pressione

La pressione ucraina resta alta anche sulla Crimea occupata. Le autorità filorusse della penisola hanno sospeso fino al primo settembre prenotazioni, ingressi e soggiorni dei bambini nei campi estivi e nelle strutture ricreative, motivando la decisione con ragioni di sicurezza. Nella stessa giornata era stata annunciata la distribuzione di carburante solo ai servizi essenziali, dopo nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche e logistiche. Il ministero della Difesa ucraino ha rivendicato colpi contro una base petrolifera, stazioni di compressione del gas, sistemi di difesa aerea Pantsir e S 400 e radar. Il messaggio politico di Kiev è stato esplicito: in Crimea “è finita la stagione balneare”. L’obiettivo è rendere sempre più costosa per Mosca l’occupazione della penisola, isolandola dal punto di vista logistico ed energetico.

Raid russi sui civili

Sul fronte opposto, i raid russi hanno provocato nuove vittime civili. Nella regione di Sumy, secondo la procura locale, un attacco con droni ha ucciso tre membri della stessa famiglia: un ragazzo di tredici anni, il padre e la nonna. La madre e un altro figlio sono rimasti feriti. A Zaporizhzhia, un bombardamento con droni ha causato due morti e sette feriti, tra cui un bambino di undici anni, danneggiando abitazioni, magazzini e strutture agricole.

Nella regione di Odessa, un missile Iskander ha colpito un sito agricolo, uccidendo un’altra persona e ferendone tre. La guerra ha investito anche la navigazione civile nel Mar Nero. Una nave cargo di proprietà turca e battente bandiera panamense, la Victress, ha preso fuoco dopo essere stata colpita da un drone russo, secondo Kiev. È morto un membro dell’equipaggio, un cuoco egiziano di 58 anni. Altre due navi, battenti bandiera di Palau e Belize, sono state danneggiate ma hanno proseguito il viaggio. L’Autorità portuale ucraina ha denunciato “attacchi mirati contro flotte mercantili civili e infrastrutture marittime”.

Il canale Ue con Mosca

Sul piano diplomatico, Volodymyr Zelensky ha sostenuto che Kiev ha avanzato “tutte le proposte possibili” per una via negoziale e ha chiesto nuova pressione su Mosca per arrivare a una pace “dignitosa” e garantita. Il Presidente ucraino ha ribadito anche che sarà Kiev a decidere chi potrà rappresentare l’Europa in eventuali colloqui con la Russia. Da Bruxelles, il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha confermato che l’Ue sta cercando di aprire con Mosca “un canale diplomatico”, ma non veri negoziati, perché il Cremlino non avrebbe ancora dato segnali concreti di voler trattare. L’Unione ha intanto rinnovato il sostegno alla Moldova, chiedendo alla Russia di ritirare truppe e munizioni dalla Transnistria e confermando nuovi fondi legati al percorso di adesione.

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