L’Australia ha annunciato lunedì la vendita al Canada della sua tecnologia radar più avanzata, un sistema capace di individuare missili, aerei e navi fino a 3.000 chilometri di distanza, nell’ambito di un accordo da 2,5 miliardi di dollari australiani (1,75 miliardi di dollari statunitensi). Si tratta del più grande contratto di esportazione della difesa nella storia australiana e del primo trasferimento all’estero della tecnologia Over‑the‑Horizon Radar, cuore della rete Jindalee. Il primo ministro Anthony Albanese ha definito l’intesa “una pietra miliare” che apre la strada a una collaborazione industriale più profonda con Ottawa.
Per il Canada, il progetto rappresenta un tassello cruciale nella costruzione di una rete integrata di sorveglianza e comunicazioni per l’Artico, una regione che costituisce il 40% del territorio nazionale ma rimane scarsamente popolata e vulnerabile. Dall’altra parte del Polo, la vasta fascia artica russa — circa un quinto del territorio della Federazione — si affaccia direttamente su Canada e Alaska, aumentando l’urgenza di capacità di monitoraggio avanzate. Il segretario canadese per gli appalti della difesa, Stephen Fuhr, ha spiegato che il nuovo sistema rafforzerà la capacità del Paese di “monitorare, comprendere e rispondere” alle attività nell’Artico, un’area sempre più strategica per sicurezza, rotte commerciali e competizione geopolitica.
La tecnologia australiana, già operativa da anni, è in grado di rilevare minacce a lunghissimo raggio sfruttando la riflessione delle onde radio sulla ionosfera, superando i limiti dei radar convenzionali. L’accordo creerà circa 300 posti di lavoro in Australia e rappresenta solo la prima fase di una cooperazione più ampia tra i due Paesi, che potrebbe includere sviluppo congiunto, manutenzione e aggiornamenti futuri del sistema.





