“Nessuno può voltarsi dall’altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza”. È il forte appello lanciato da Papa Leone XIV al termine dell’Angelus, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite, celebrata nel 75° anniversario della Convenzione sullo status dei rifugiati.
La tutela dei rifugiati
Il Pontefice ha richiamato il significato profondo di quel documento internazionale, nato per garantire tutela a quanti sono costretti a lasciare la propria terra, la propria casa e i propri affetti a causa di persecuzioni, conflitti e violenze. Un testo che, secondo Leone XIV, conserva ancora oggi tutta la sua attualità in un contesto globale segnato da crisi umanitarie sempre più diffuse.
Solidarietà e responsabilità
“Esorto tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità e guardare al futuro con speranza”, ha affermato il Papa, sottolineando come la solidarietà verso i rifugiati rappresenti non solo un dovere morale, ma anche una responsabilità condivisa dalla comunità internazionale.
Illuminare le coscienze
Il Pontefice ha quindi espresso l’auspicio che lo spirito che guidò l’elaborazione della Convenzione continui ancora oggi a “illuminare le coscienze dei responsabili delle nazioni”, chiamati a trovare risposte efficaci e umane al fenomeno delle migrazioni forzate.
Un tema globale
Le parole di Leone XIV si inseriscono in un quadro globale sempre più complesso. Secondo il Global Trends Report 2025dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sono circa 117,8 milioni le persone costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e violenze nel mondo: una persona ogni 70 abitanti del pianeta. Particolarmente allarmante il dato che riguarda i minori, che rappresentano il 38% del totale degli sfollati e dei rifugiati.
Appello a un rinnovato impegno
Numeri che, per il Papa, non possono lasciare indifferenti e che richiedono un rinnovato impegno da parte delle istituzioni e della società civile affinché nessuno sia privato del diritto alla sicurezza, alla dignità e alla speranza di un futuro migliore.





