La BBC ha annunciato una nuova ondata di tagli che segna uno dei momenti più difficili della sua storia recente. L’emittente pubblica britannica eliminerà 550 posti di lavoro nei settori dell’informazione, dei programmi nazionali e dei contenuti televisivi e radiofonici, come parte di un piano biennale per risparmiare 500 milioni di sterline. È la prima fase di una ristrutturazione che, secondo la direzione, richiederà “scelte difficili” e un ripensamento profondo del servizio pubblico. Solo nella divisione notizie, i tagli comporteranno la perdita di 200 posti e un risparmio di 25 milioni di sterline.
Il direttore generale Matt Brittin — ex dirigente Google, in carica da maggio — ha spiegato che i tagli annunciati coprono circa 160 milioni dell’obiettivo complessivo. Il piano prevede una riduzione del personale tra 1.800 e 2.000 posti, una diminuzione del 10% dei dirigenti di alto livello e ulteriori tagli nelle divisioni aziendali, dove si stimano 700 esuberi. Il sindacato Bectu ha definito il momento “tutt’altro che ideale”, dato che la BBC è in pieno processo di rinnovo della sua Carta, che scadrà nel 2027.
Il National Union of Journalists ha parlato di misure “devastanti per il pubblico”, ricordando che i precedenti tagli hanno già portato i dipendenti al limite del burnout. Anche figure storiche dell’emittente hanno espresso rammarico. Robin Lustig, ex conduttore di The World Tonight, ha definito la cancellazione del programma “profondamente triste”, ricordandone la lunga tradizione di giornalismo ponderato.
Jonathan Munro, amministratore delegato ad interim di BBC News, ha riconosciuto la difficoltà della decisione, ma ha sottolineato che la BBC produce già Newshour dalla stessa redazione. La BBC, che conta circa 21.500 dipendenti, dipende in larga parte dal canone televisivo, ma il numero di licenze è in calo.





