Scienziati, politici, rappresentanti delle istituzioni, sindacalisti, attori famosi e intellettuali, uniti per una causa comune: il salvataggio e il rilancio dello storico ospedale romano “Forlanini”, da anni abbandonato.
Giovedì 18 giugno 2026 alle ore 17, presso la Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria a Roma (Lungotevere in Sassia 3), si svolgerà il convegno dal titolo “Il Forlanini, una risorsa per/di Roma, dalla TBC a…”, promosso dal Centro Regionale Laziale dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria diretto dal senatore Riccardo Pedrizzi.
terrà una relazione introduttiva sul tema, del vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini Angelo Aliquò, dell’accademico Paolo Zuppi, dell’ex primario del Forlanini Massimo Martelli, della vicepresidente di OAdvisory Manuela Stefoni, del dirigente nazionale UGL Salute Valerio Franceschini e del professore di Valutazione delle Tecnologie Sanitarie Filippo Bartoccioni.
L’incontro rappresenterà un’importante occasione di confronto sul ruolo che il complesso del Forlanini può tornare a svolgere per Roma e per il sistema sanitario, partendo dalla sua storia legata alla lotta contro la tubercolosi fino alle possibili destinazioni future.
Il dibattito vedrà anche la presenza fisica dell’attore Sergio Rubini, ma sono attese anche altre presenze di personaggi noti e impegnati nel sociale. Basti pensare ai recenti appelli di Carlo Verdone, Monica Guerritore e Licia Colò, a sostegno degli appelli dello storico primario del Forlanini, professor Martelli, e della scelta di Paola Cortellesi di ambientare al Forlanini alcune scene del film di straordinario successo “C’è ancora domani”. Un titolo che – secondo Pedrizzi, direttore dell’Accademia di Storia Sanitaria – “si spera possa essere di buon auspicio nella battaglia per la tutela e la conservazione al patrimonio pubblico del Forlanini, anche grazie alla mobilitazione che nasce e non finirà col convegno”.
Chiuso il 30 giugno 2015, il Forlanini continua a rappresentare una ferita aperta per la città di Roma e per il mondo della sanità, che bisognerà risanare e guarire nel più breve tempo possibile.





