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Trump rivendica l’intesa con Teheran e attacca gli alleati: “G7 irrilevante, abbiamo vinto da soli”

Trump rivendica l’intesa con Teheran e attacca gli alleati: “G7 irrilevante, abbiamo vinto da soli”

venerdì, 12 Giugno 2026
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Alla vigilia del G7, Donald Trump sferza gli alleati europei. Il Presidente americano ha definito “irrilevante” il ruolo del G7 e dell’Europa nella crisi con Teheran. “Non avevamo bisogno del loro sostegno. Abbiamo vinto la guerra”, ha detto in una conversazione telefonica, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano ottenuto “tutto quello che volevano”. Secondo Trump, l’intesa è “praticamente fatta” e potrebbe essere firmata “forse già nel weekend, in Europa”. Il vicepresidente J.D. Vance dovrebbe rappresentare Washington alla possibile cerimonia di firma.

Alle parole di Trump sugli alleati ha replicato Antonio Tajani. “Non era una guerra a cui abbiamo partecipato e non dovevamo partecipare”, ha detto il ministro degli Esteri, ricordando che “l’Europa è presente e l’Italia è presente per garantire il traffico marittimo nel Mar Rosso”. Tajani ha aggiunto che Roma fa la propria parte, ma “non era, non è e non sarà in guerra con l’Iran”.

Intanto il clima sui mercati riflette le attese di una de-escalation. Le Borse asiatiche hanno aperto in forte rialzo dopo l’annuncio di Trump, con il Nikkei in crescita di oltre il 3 per cento e il Kospi sudcoreano sopra il 7,5 per cento. Ma nello Stretto di Hormuz la tensione non è finita. Gli Stati Uniti hanno riferito di avere abbattuto due droni iraniani diretti contro navi commerciali, mentre l’Iran ha impedito il passaggio a una petroliera non autorizzata. Il traffico, secondo Washington, prosegue. L’accordo è vicino, ma non ancora chiuso.

Hormuz, sanzioni e nucleare

Il punto resta però politico e diplomatico. La Casa Bianca parla di “ottimo accordo”, mentre Teheran frena. Fonti iraniane hanno fatto sapere che l’intesa non è ancora finalizzata e deve essere approvata dalle autorità competenti. “Mi risulta che Khamenei abbia accettato”, ha detto Trump, ma dall’Iran non è arrivata una conferma definitiva. Il governo iraniano mantiene quindi una posizione prudente, anche se i media vicini al negoziato descrivono una bozza ormai avanzata.

Secondo Axios e secondo l’agenzia iraniana Mehr, la bozza di memorandum d’intesa conterrebbe 14 punti. Tra i nodi principali ci sono la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’allentamento delle sanzioni, un cessate il fuoco di 60 giorni e l’avvio di nuovi negoziati sul programma nucleare iraniano. La riapertura di Hormuz dovrebbe avvenire senza pedaggi e con il ripristino del traffico commerciale. Fonti iraniane parlano di una gestione affidata a Teheran e di un percorso di normalizzazione entro 30 giorni.

Sul piano economico, il testo prevederebbe la sospensione delle sanzioni sul petrolio e sul settore petrolchimico, oltre allo sblocco di fondi iraniani congelati all’estero. Secondo Mehr, si tratterebbe di 24 miliardi di dollari, metà dei quali disponibili prima dell’avvio dei negoziati finali. Nella bozza comparirebbe anche un piano di ricostruzione economica dell’Iran da almeno 300 miliardi di dollari, con il coinvolgimento degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Il dossier nucleare resta il cuore dell’intesa. Trump ha sostenuto che Teheran avrebbe accettato di “non dotarsi mai di armi nucleari”, definendo questo punto “il 95 per cento della questione”. La bozza fisserebbe 60 giorni di colloqui per arrivare a un accordo definitivo sul programma atomico e sulla revoca delle sanzioni statunitensi e Onu. Teheran ribadirebbe l’impegno a non sviluppare armi nucleari nell’ambito del Trattato di non proliferazione. Resterebbero invece fuori dal negoziato il programma missilistico balistico e il sostegno iraniano ai gruppi armati regionali.

Israele resta fuori

Benjamin Netanyahu ha espresso apprezzamento per la possibile intesa, pur precisando che Israele “non è parte dell’accordo”. Secondo Axios, il Premier israeliano sarebbe stato colto di sorpresa dall’annuncio di Trump e non sarebbe stato informato in anticipo. La questione è delicata perché il memorandum prevederebbe anche un’estensione del cessate il fuoco al Libano. Secondo il quotidiano filo Hezbollah al Akhbar, l’accordo imporrebbe a Israele lo stop dell’offensiva contro Hezbollah e un rapido ritiro dalle aree occupate nel sud del Paese.

Sul terreno, tuttavia, la situazione resta instabile. L’esercito israeliano ha rivendicato nell’ultima settimana attacchi contro circa 310 obiettivi Hezbollah in Libano e l’uccisione di circa 80 miliziani. Nelle stesse ore sono stati segnalati nuovi raid nel sud del Libano, in particolare nei distretti di Nabatieh e Tiro. Due caschi blu malesi dell’Unifil sono rimasti lievemente feriti in un attacco contro un convoglio logistico nei pressi di Harris.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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