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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Ben Gvir deride la Flotilla, Mattarella: “Incivile”

giovedì, 21 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Il video di Itamar Ben Gvir sugli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati da Israele ha fatto letteralmente esplodere la protesta italiana e portato la crisi diplomatica fino dentro alle segrete stanze del Quirinale. Sergio Mattarella ha usato parole durissime, rare nel linguaggio istituzionale: “Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”. È stata la condanna più netta arrivata da Roma dopo le immagini diffuse su X dal Ministro israeliano della Sicurezza nazionale, nelle quali decine di attivisti appaiono inginocchiati, con le mani legate, nel porto di Ashdod.

Nel filmato si vede uno dei fermati gridare “Palestina libera” prima di essere spinto a terra e trascinato via dagli agenti per lasciare spazio al passaggio di Ben Gvir. Poi il Ministro dell’estrema Destra israeliana ha sventolato una grande bandiera e urlato in ebraico: “Benvenuti in Israele, noi siamo i padroni di casa”. In un’altra sequenza dagli altoparlanti è partito l’inno nazionale israeliano mentre alcuni attivisti sono restati sul ponte di una nave. Sono immagini pensate come messaggio politico interno, ma diventate in poche ore un caso internazionale.

Palazzo Chigi e Farnesina hanno reagito con una nota congiunta. Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno definito le immagini “inaccettabili” e parlato di un trattamento “lesivo della dignità della persona”. Il Governo ha chiesto la liberazione immediata dei 27 connazionali coinvolti, le scuse da Israele e nel frattempo ha convocato l’Ambasciatore Jonathan Peled per chiarimenti formali. Tajani, poi, ha rafforzato il messaggio: “Quanto emerge dal video del Ministro Ben Gvir è assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignità umana”.

Frattura dentro Israele

La frattura si è allargata anche dentro Israele. Benjamin Netanyahu ha preso le distanze dal proprio Ministro: “Il modo in cui il ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele”. Il Premier israeliano, però, ha difeso il blocco della Flotilla e rivendicato il diritto di impedire l’ingresso verso Gaza di iniziative che ha definito “provocatorie” e legate a sostenitori di Hamas. Una doppia linea che non ha spento la protesta italiana: condanna del gesto, ma nessun arretramento sulla gestione della sicurezza.

In Parlamento la reazione ha attraversato maggioranza e opposizione. Lorenzo Fontana, Presidente della Camera, ha detto che “non c’è alcuna ragione che possa giustificare un trattamento come quello riservato agli attivisti” e ha avvertito che il contrasto politico non può trasformarsi in violazione della dignità personale. Elly Schlein ha usato toni ancora più duri: ha parlato di immagini “agghiaccianti”, di “crimini contro la dignità umana” e ha chiesto sanzioni contro Netanyahu e i suoi ministri, oltre alla sospensione dell’accordo Ue-Israele.

Anche nel centrodestra il disagio è evidente. Letizia Moratti ha richiamato il rispetto del diritto internazionale, delle garanzie consolari e dell’incolumità dei civili: principi che, ha aggiunto, devono restare “non negoziabili”. Stefania Craxi ha parlato di “violazione dei diritti delle persone e del diritto internazionale”, ma ha ricordato anche la posizione “netta e forte” assunta da Meloni e Tajani. Maurizio Lupi ha parlato di immagini “gravi, squallide, umilianti” e aggiunto che “non è certo Ben Gvir l’Israele che conosciamo”.

Derisione vergognosa

Dal Pd è arrivata anche la condanna di Lorenzo Guerini che ha giudicato “vergognosa” la derisione della dignità umana da parte di un Ministro e ha auspicato sanzioni internazionali contro Ben Gvir e gli altri responsabili. Intanto le avvocate del legal team della Global Sumud Flotilla hanno denunciato “violazioni dei diritti fondamentali” per poi parlare di persone sequestrate in acque internazionali e quindi hanno annunciato iniziative davanti alle giurisdizioni nazionali e internazionali.

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