0
Trump attende la proposta di Teheran. Flotilla, 24 italiani fermati, Meloni: “liberazione immediata”

Trump minaccia Teheran: “Truppe in massima allerta”. Mediazione del Pakistan per un accordo

giovedì, 21 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Donald Trump ha fermato l’attacco militare contro l’Iran previsto per lunedì, grazie alla “mediazione decisiva dei Paesi del Golfo”, ma ha avvertito che le truppe restano “in stato di massima allerta”, rivendicando che “abbiamo spazzato via la Marina e non avranno le armi nucleari. Finiremo la guerra molto presto”. La diplomazia resta però incerta.

Secondo Al Arabiya, citata da Iran International, sarebbe in corso la preparazione di un documento d’intesa tra Washington e Teheran per fermare il conflitto in Medio Oriente, con un possibile annuncio “entro poche ore”. L’emittente ha riferito anche che il capo dell’esercito pachistano, Asim Munir, potrebbe recarsi in Iran per annunciare la versione finale del testo. Ieri, intanto, l’agenzia iraniana Tasnim ha riferito che il ministro dell’Interno pakistano era diretto a Teheran per colloqui con le autorità iraniane.

Riguardo a Israele, Trump ha detto di essere “sulla stessa linea” di Benjamin Netanyahu e ha assicurato che “Farà tutto quello che gli dirò di fare”. In patria, però, il premier israeliano è sempre più esposto. La Knesset ha approvato in lettura preliminare un disegno di legge per sciogliere il Parlamento e anticipare le elezioni. Circa 110 deputati hanno votato a favore, senza contrari né astenuti. Il testo passa ora in commissione. Se approvato definitivamente, Israele potrebbe votare diverse settimane prima della scadenza naturale del 27 ottobre.

Negoziati e minacce dei Pasdaran

Il quadro resta contraddittorio. Secondo il Wall Street Journal, i mediatori parlano di scarsi progressi. L’Iran continuerebbe a chiedere la fine delle ostilità, aiuti finanziari, riparazioni di guerra e un ruolo nella supervisione dello Stretto di Hormuz, restando però in disaccordo con Washington sul programma nucleare. Mosca si è detta pronta ad aiutare “se richiesto”. Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha affermato che la Russia non intende “imporre i propri servizi”, ma è disponibile a sostenere una soluzione “politica e diplomatica”.

Teheran alterna apertura negoziale e minacce. I Pasdaran hanno avvertito che, “se l’aggressione contro l’Iran si ripeterà, la guerra si estenderà oltre i confini della regione”. “Noi siamo uomini di guerra. La nostra forza si vede sul campo di battaglia e non nelle vuote dichiarazioni”, hanno aggiunto. La guida suprema Ali Khamenei ha parlato di “resistenza storica senza pari contro due eserciti terroristici globali”, riferendosi a Stati Uniti e Israele. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha rivendicato l’abbattimento di un F 35 e ha avvertito che “un ritorno alla guerra riserverà molte altre sorprese”.

Hormuz, mine e passaggi

Resta centrale lo Stretto di Hormuz. I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato che almeno 26 navi, tra petroliere, portacontainer e mercantili, hanno attraversato il passaggio nelle ultime 24 ore “in coordinamento con la marina dei Pasdaran”. La Corea del Sud ha confermato che una petroliera con due milioni di barili di greggio ha iniziato ad attraversare lo stretto dopo consultazioni con Teheran. Reuters ha inoltre riferito che due superpetroliere cinesi, cariche complessivamente di quattro milioni di barili, hanno lasciato l’area dopo due mesi di blocco. La sicurezza della navigazione resta però fragile.

Cbs News ha riportato che le forze armate statunitensi avrebbero localizzato almeno dieci mine piazzate dall’Iran nello Stretto di Hormuz. La ministra francese della Difesa Catherine Vautrin ha frenato: “Al momento non ho certezze in merito, ma in ogni caso ci stiamo preparando alla potenziale necessità di rimuovere le mine”. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha parlato di discussioni “informali” su un possibile contributo dell’Alleanza, mentre la Turchia ha proposto un corridoio energetico per ridurre la dipendenza dal trasporto marittimo di carburante. Secondo Bloomberg, il progetto collegherebbe Turchia, Bulgaria e Romania, costerebbe 1,2 miliardi di dollari e potrebbe essere discusso al vertice Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara.

Ancora Raid in Libano

Intanto si aggrava il fronte libanese. Almeno 15 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore dai raid israeliani nel sud del Paese, tra cui quattro bambini morti in un bombardamento contro una casa a Deir Qanun an Nahr, nella regione di Tiro. Altri attacchi sono stati segnalati a Kfarsir, Haruf, Nabatiye e Froun. Secondo L’Orient Le Jour, un raid a Doueir ha provocato tre morti. Hezbollah ha rivendicato attacchi con droni esplosivi e razzi contro mezzi e postazioni israeliane. Un drone kamikaze ha ferito gravemente il colonnello Meir Biderman, comandante della 401esima Brigata corazzata israeliana, insieme ad altri due militari.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Volo Roma – Teheran”, uno spettacolo racconta la violenza sulle donne

Quanti sono i volti della violenza? Nella giornata di oggi…

“Torna l’antisemitismo, ma l’Italia non lo tollererà. Non negare ad un altro popolo il diritto ad uno Stato”

Ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità delle ideologie legate alla superiorità…