Cole Allen, accusato di aver aperto il fuoco durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, si è dichiarato non colpevole di tutti i capi d’imputazione tramite il suo avvocato nella prima udienza formale. Presentatosi in tribunale con tuta arancione e manette ai polsi e alle caviglie, Allen deve rispondere di tentato omicidio del presidente Trump, aggressione armata contro un agente federale e due reati legati al possesso di armi da fuoco.
La difesa ha però spostato immediatamente l’attenzione sul ruolo dell’accusa, chiedendo la ricusazione dell’intero ufficio dei procuratori federali di Washington, inclusa la procuratrice capo Jeanine Pirro. Gli avvocati sostengono che Pirro e altri funzionari siano “presunte vittime e testimoni” dell’attacco, citando le sue dichiarazioni pubbliche in cui ha raccontato di trovarsi “nella zona di combattimento” durante la sparatoria. Per la difesa, sarebbe “del tutto inappropriato” che figure potenzialmente coinvolte dirigano il procedimento.
In aula, il difensore d’ufficio Eugene Ohm ha affermato che il team legale necessita di ulteriori informazioni dal governo per valutare se Pirro o il procuratore generale Todd Blanche possano essere considerate parti lese. Anche Blanche è oggetto di una mozione di rimozione.
Il Dipartimento di Giustizia dovrà rispondere entro il 22 giugno, mentre la difesa avrà cinque giorni per replicare. Nel frattempo, Allen rimane in custodia, mentre il caso si avvia verso una fase processuale che si preannuncia complessa e politicamente sensibile, data la natura dell’attacco e il coinvolgimento di figure pubbliche di primo piano.





