L’indagine che ha sconvolto la comunità di Vancouver si è ampliata con un secondo arresto, segnando un nuovo capitolo nella vicenda che ruota attorno all’ex pediatra Michael Wilmington, trovato morto il 2 maggio in circostanze che le autorità definiscono un apparente suicidio. Giovedì la polizia ha fermato William J. Sneiderwine, 61 anni, accusato di cospirazione per commettere abusi sessuali su minori e di manomissione di prove fisiche. L’arresto è avvenuto dopo una perquisizione nella sua abitazione, parte delle indagini sulla cerchia ristretta di Wilmington, sospettato di aver organizzato “pigiama party nudisti” con bambini nella sua casa di La Center, nello Stato di Washington.
Le autorità non hanno ancora reso noti i dettagli che hanno portato al fermo di Sneiderwine, che comparirà in tribunale nella contea di Clark. Il caso è esploso a fine aprile, quando gli investigatori hanno arrestato Chad Hartley, 36 anni, dopo aver rintracciato materiale pedopornografico collegato al suo indirizzo IP. Hartley, inizialmente accusato di possesso e distribuzione di contenuti illeciti, è stato poi incriminato anche per tratta di esseri umani e abuso sessuale su minore di primo grado. Secondo gli inquirenti, Hartley aveva legami diretti con Wilmington, che aveva lavorato in diverse strutture mediche tra Portland e Vancouver.
La perquisizione del 30 aprile nella casa del pediatra avrebbe rivelato prove significative, seguite dalla segnalazione di un bambino che avrebbe subito molestie. Un mandato di arresto era stato emesso, ma il giorno successivo Wilmington è stato trovato senza vita nella contea di Lewis. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di complicità e verificare se altri individui possano essere coinvolti in un caso che ha scosso profondamente la fiducia della comunità nei confronti di figure professionali tradizionalmente considerate protettive e affidabili.





