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Auto: il mercato italiano cresce ad aprile, ma resta lontano dai livelli pre-Covid

martedì, 5 Maggio 2026
3 minuti di lettura

Il mercato italiano delle autovetture chiude il mese di aprile con un nuovo segnale positivo. Nel mese appena trascorso sono state immatricolate 155.210 nuove auto, con una crescita dell’11,6% rispetto alle 139.106 unità registrate ad aprile 2025. Il risultato consolida l’andamento favorevole del primo quadrimestre dell’anno: tra gennaio e aprile le immatricolazioni complessive hanno raggiunto quota 640.083 unità, in aumento del 9,8% rispetto alle 583.063 dello stesso periodo del 2025. Il confronto con il periodo pre-pandemico, tuttavia, resta negativo: rispetto al 2019 il mercato accusa ancora un calo del 10,2%.

Nonostante una partenza d’anno superiore alle attese, le prospettive per i prossimi trimestri vengono riviste al ribasso. Il peggioramento del quadro macroeconomico porta infatti a ridurre di 10.000 unità la stima del mercato vetture 2026, ora prevista a 1.530.000 immatricolazioni a fine anno. Si tratterebbe di un risultato sostanzialmente stabile rispetto al 2025, con un lieve incremento dello 0,3%, ma ancora lontano dai livelli del 2019: il divario sarebbe pari al 20,2%, ovvero circa 387.000 unità in meno.

Domanda sospesa

Il mercato si muove, ma resta prigioniero della fragilità del contesto: senza un quadro stabile e prevedibile, la domanda si sospende. Oggi il vero nodo è la fiducia: famiglie e imprese rinviano le decisioni perché il quadro cambia più velocemente delle loro certezze”, spiega Roberto Pietrantonio, Presidente di Unrae. Sul fronte delle alimentazioni, crescono le vetture ricaricabili. Le elettriche pure, le BEV, raggiungono ad aprile una quota dell’8,5%, in forte aumento rispetto al 4,8% di aprile 2025, pur in lieve flessione rispetto all’8,6% di marzo.

Il dato, secondo Unrae, risente ancora dell’effetto degli incentivi e degli ordini acquisiti nel 2025, concentrati in particolare su uno specifico brand e su un singolo modello già economico, reso ancora più competitivo dagli 11.000 euro di abbattimento del prezzo legati agli incentivi. Questo modello pesa per circa il 31% del totale immatricolato tra le Bev.

Prosegue anche la crescita delle ibride plug-in, le Phev, sostenute dall’ampliamento dell’offerta, con 120 modelli immatricolati nel periodo gennaio-aprile, e dalle disposizioni sulle vetture aziendali in fringe benefit. La loro quota di mercato ad aprile raggiunge il 9,1%, in netto aumento rispetto al 5,7% dello stesso mese del 2025 e in linea con il dato di marzo. Complessivamente, le vetture ricaricabili arrivano così al 17,6% del mercato di aprile.

Incentivi

Resta centrale il tema degli incentivi, in particolare quello dei rimborsi dei contributi Mase, considerata la rilevante esposizione finanziaria sostenuta dai concessionari. Unrae sta intensificando le interlocuzioni con le strutture ministeriali per individuare soluzioni operative che garantiscano maggiore certezza agli operatori e accelerino i tempi di rimborso. L’Associazione sottolinea anche l’esigenza di disporre di informazioni puntuali sui veicoli incentivati effettivamente immatricolati, con evidenza della ripartizione tra autovetture e veicoli commerciali leggeri. Secondo Unrae, questi dati sono necessari per valutare in modo completo gli effetti reali della misura sul mercato.

Sul piano fiscale, Unrae chiede alle Istituzioni una revisione delle aliquote di deducibilità per favorire la diffusione delle vetture a basse e zero emissioni. Per le aziende con vetture in uso non esclusivo, le cosiddette auto “pool”, e per i professionisti, l’Associazione propone di portare la deducibilità dall’attuale 20% al 40% per le vetture a 0 g/km di CO₂ e al 30% per quelle nella fascia 1-60 g/km. Per le vetture aziendali assegnate in uso promiscuo, UNRAE chiede invece di innalzare l’attuale aliquota del 70% all’80% per le auto a zero emissioni e al 75% per quelle nella fascia 1-60 g/km.

Piano robusto

Tra le proposte figura anche l’aumento del costo massimo fiscalmente riconosciuto a 26.000 euro, allineandolo a quello previsto per gli agenti di commercio. Per le vetture assegnate in uso promiscuo, invece, Unrae ritiene opportuno abolire ogni limite. L’Associazione ribadisce inoltre la necessità di un piano robusto per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica, sia in termini di capillarità sia di potenza, insieme a interventi sui costi della ricarica, considerati indispensabili per garantire una transizione ecologica equa e sostenibile.

Infine, Unrae guarda con attenzione allo scenario internazionale e alle tensioni commerciali, in particolare dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump sull’aumento al 25% dei dazi sull’automotive europeo. In un contesto globale complesso, l’Associazione richiama la necessità di stabilità, apertura e regole condivise, respingendo logiche protezionistiche che rischiano di danneggiare imprese e consumatori.
“La storia economica e industriale tra Europa e Stati Uniti ci insegna una lezione chiara: le nostre relazioni nascono anche da momenti di disaccordo, ma si rafforzano quando prevale la capacità di costruire insieme. Introdurre dazi o misure protezionistiche rischia di andare in direzione opposta, frammentando un ecosistema che ha generato crescita, innovazione e occupazione su entrambe le sponde dell’Atlantico. Oggi più che mai”, conclude Pietrantonio.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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