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Usa-Iran, colloqui incerti a Islamabad. Trump esclude proroga della tregua, l’Ue prepara sanzioni su Hormuz

Hormuz, versioni opposte sul transito delle navi. Maersk parla di scorta Usa, Teheran smentisce. Trump: “Guerra lunga? In Vietnam 19 anni”

martedì, 5 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Il gruppo danese di trasporto marittimo Maersk ha annunciato che il mercantile Alliance Fairfax, battente bandiera statunitense, ha lasciato il Golfo Persico sotto scorta militare americana, completando il transito senza incidenti. Una versione immediatamente contestata da Teheran: secondo l’agenzia Tasnim, “le notizie sono inaccurate” e non vi sarebbe alcuna conferma indipendente del passaggio.

L’episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione lungo una delle principali arterie energetiche globali. Il cessate il fuoco tra Washington e Teheran appare sempre più precario.

Secondo fonti del Dipartimento della Difesa statunitense, due cacciatorpediniere – la USS Truxtun e la USS Mason – hanno attraversato lo stretto respingendo un attacco iraniano condotto con missili, droni e piccole imbarcazioni. “Nessuna delle unità è stata colpita”, hanno riferito funzionari americani, sottolineando l’efficacia delle contromisure e del supporto aereo.

Teheran fornisce una ricostruzione opposta. Le autorità iraniane sostengono che le imbarcazioni colpite fossero civili e accusano gli Stati Uniti di aver provocato la morte di cinque persone. “Gli americani devono rendere conto di questo crimine”, ha dichiarato una fonte militare citata dai media statali. Viene inoltre negata la distruzione di unità delle Guardie rivoluzionarie durante gli scontri.

Pressione politica e reazioni internazionali

La retorica resta dura. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito che “a Hormuz non abbiamo nemmeno iniziato”, lasciando intendere un possibile ulteriore irrigidimento della postura militare.

Dall’altra parte, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha evitato di chiarire se la tregua sia ancora in vigore: “Non posso dirvelo”, ha dichiarato, aggiungendo che “siamo stati in Vietnam diciannove anni”, in risposta alle critiche sulla durata del conflitto.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso oggi a Pechino per colloqui con il suo omologo cinese. Secondo fonti iraniane, la visita si concentrerà sui rapporti bilaterali e sugli sviluppi regionali, mentre Teheran continua a sostenere che “non esiste una soluzione militare a una crisi politica” e definisce il progetto americano nello stretto “senza sbocco”.

Parallelamente, l’Iran mantiene la pressione nella regione. Attacchi con droni e missili hanno colpito infrastrutture negli Emirati Arabi Uniti e in Oman, alimentando la condanna internazionale. L’Unione europea ha chiesto a Teheran di “cessare immediatamente” le operazioni, mentre Francia, Canada, Pakistan e India hanno espresso solidarietà ai Paesi del Golfo e sollecitato una de-escalation. Il prezzo del petrolio è tornato sopra i 110 dollari al barile, riflettendo i timori per la sicurezza delle forniture.

Operazioni nello stretto e iniziativa Onu

Sul terreno continuano le operazioni. Il Comando centrale statunitense ha confermato che navi commerciali americane hanno attraversato lo stretto nell’ambito dell’iniziativa “Project Freedom”, volta a ristabilire la sicurezza della navigazione.

Washington sta inoltre lavorando a una bozza di risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’Onu, insieme al Bahrein e ad altri alleati del Golfo, per ottenere la riapertura stabile del passaggio marittimo e isolare diplomaticamente Teheran.

Estensione regionale del conflitto

La crisi nello Stretto di Hormuz si intreccia con un’escalation più ampia in Medio Oriente. In Libano, Hezbollah ha rivendicato attacchi contro postazioni israeliane nel sud, mentre l’esercito israeliano ha risposto con bombardamenti che, secondo le autorità locali, hanno causato decine di vittime negli ultimi giorni.

A Gaza, un nuovo convoglio di aiuti umanitari è entrato attraverso il valico di Rafah, segnale di una situazione umanitaria ancora critica.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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