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Immagine tratta dal sito: www.coldiretti.it

Etichettatura, sicurezza alimentare e allarme “cibi ultra”: Coldiretti consegna un milione di firme alla Ue

Al centro la richiesta di trasparenza sull’origine dei prodotti e nuove regole contro le distorsioni del codice doganale e i rischi per la salute
venerdì, 1 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Un milione di firme di cittadini, insieme a 2.034 delibere approvate da Regioni, Province, Comuni e ANCI, sono state consegnate da Coldiretti al Commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi. Obiettivo: rafforzare la trasparenza e la tutela della salute attraverso l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria di origine per tutti i cibi in commercio nell’Unione europea e la riforma del codice doganale. Secondo Coldiretti, è necessario superare le attuali distorsioni legate al criterio dell’“ultima trasformazione sostanziale”, restituendo agli Stati membri la possibilità di indicare con chiarezza la provenienza reale dei prodotti.

I protagonisti dell’incontro

L’incontro si è svolto a Palazzo Rospigliosi, a Roma, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, del presidente Ettore Prandini, del professor Antonio Gasbarrini (presidente del Comitato scientifico della Fondazione Aletheia), di Roberto Weber (presidente dell’Istituto Ixè), del professor Felice Adinolfi e di Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia.

Mobilitazione sul Codice doganale

La raccolta firme è il risultato di una vasta mobilitazione che ha coinvolto l’intero territorio nazionale e anche altri Paesi europei. Tra le iniziative più recenti, la manifestazione al Brennero con diecimila agricoltori per denunciare le distorsioni del sistema attuale: camion carichi di prodotti come prosciutti e mozzarelle pronti a essere “italianizzati” nonostante l’origine estera. Un percorso che, complessivamente, ha coinvolto oltre centomila agricoltori in tutta Italia.

Crisi energetica e sicurezza alimentare

A preoccupare è anche il contesto internazionale. La crisi legata allo stretto di Hormuz ha fatto impennare i costi di produzione agricola, dal gasolio ai fertilizzanti, mettendo sotto pressione le aziende e minacciando la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari. Una situazione che, secondo Coldiretti, rischia di favorire la diffusione di alimenti ultra-processati a scapito della qualità.

Allarme conti ultra processati

L’incontro con il Commissario europeo è stato anche l’occasione per rilanciare l’allarme sui cosiddetti “cibi spazzatura”. Coldiretti chiede misure urgenti per limitarne promozione e consumo, evidenziando il legame con l’aumento dell’obesità, soprattutto infantile, e con la diffusione di malattie croniche.

I rischi ed evidenze scientifiche

Secondo un rapporto della Fondazione Aletheia, basato sulle più recenti evidenze scientifiche, le bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina e zuccheri possono provocare insonnia, iperattività, ansia e disturbi cardiaci, in particolare nei più giovani. La presenza di taurina, inoltre, viene associata a possibili rischi per la salute. Snack industriali, merendine e barrette energetiche, ricchi di zuccheri raffinati e grassi saturi, contribuiscono a sbalzi glicemici e aumento di peso, mentre i piatti pronti e confezionati contengono additivi chimici ritenuti poco salutari.

Nuove regole Europee

Coldiretti sollecita infine una revisione dei limiti massimi dei residui ammessi nell’Unione europea, spesso rivisti al rialzo negli anni. Tra i casi più controversi quello del glifosato, erbicida sempre più discusso per i possibili effetti sulla salute umana e utilizzato, ad esempio, per accelerare la maturazione del grano importato, poi impiegato anche nella produzione di pasta venduta come Made in Italy. Una partita che si gioca ora a livello europeo, tra esigenze di mercato, tutela dei consumatori e difesa delle produzioni agricole nazionali.

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