In un momento storico segnato dal ritorno della guerra in Europa e dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche globali, l’Associazione Obiettivo Giulianova promuove un incontro pubblico dedicato al rapporto tra pensiero critico, conflitto armato e costruzione della pace. L’iniziativa si inserisce in un dibattito sempre più urgente: è possibile comprendere (e quindi prevenire) la guerra senza avere il coraggio di pensarla fino in fondo?
A rispondere a questa domanda sarà Salvatore Santangelo, geografo, comunicatore e saggista, la cui ricerca si muove da anni all’incrocio tra geopolitica, biopolitica e trasformazioni dello spazio globale. Il suo percorso intellettuale prende avvio con Frammenti di un mondo globale (2005), un’analisi delle fratture prodotte dalla globalizzazione neoliberale sui corpi sociali e sui territori, e si consolida con Geopandemia (Castelvecchi, 2020), volume con cui Santangelo introduce nel dibattito pubblico italiano un concetto originale: quello di geopandemia appunto non come evento sanitario isolato, ma come fenomeno geopolitico totale, capace di rivelare le vulnerabilità strutturali dell’ordine mondiale e di ridisegnarne le gerarchie. Con Fronte dell’Est (Castelvecchi, 2022), Santangelo legge il ritorno della guerra convenzionale in Europa come esito di tensioni che la retorica della globalizzazione aveva a lungo rimosso.
Il filo conduttore di questo percorso è un approccio polemologico rigoroso e controcorrente: la convinzione, mutuata dalla grande tradizione del pensiero sulla guerra – da Clausewitz a Schmitt, da Foucault a Gottmann – che il conflitto armato non sia un’anomalia dello spazio politico, ma una sua costante strutturale. Pensare la guerra, per Santangelo, non significa rassegnarsi a essa, ma sottrarla alla retorica e restituirla all’analisi: precondizione necessaria, e spesso trascurata, di qualsiasi progetto di pace duraturo.
Santangelo sarà intervistato dalla giornalista Sara Palladini in un dialogo aperto al pubblico che attraverserà i grandi scenari del presente: dalla guerra in Ucraina alle dinamiche di riarmo europeo, dai conflitti mediorientali alle nuove forme di controllo territoriale e alle retoriche della sicurezza che ridisegnano gli equilibri internazionali.
All’incontro porteranno il loro saluto: Fabrizio Bonaduce, Presidente dell’Associazione Obiettivo Giulianova; Christian Corsi, Rettore dell’Università di Teramo; Jwan Costantini, Sindaco di Giulianova; Roberto Romanelli, Direttore Generale del Tecnopolo d’Abruzzo; Roberto Santangelo, Assessore Regionale alla Cultura.
Moderà i lavori Laura Fazzini.


