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Vladimir Putin, Presidente Russia

Mosca prepara l’offensiva sul Donbass, negoziati fermi

Richiamati 20mila uomini per il fronte orientale. Kiev attende gli Stati Uniti, il Cremlino indica aziende occidentali come “obiettivi”
sabato, 18 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Nessuna buona nuova dal fronte ucraino: Mosca si prepara a una nuova fase militare nel sud-est dell’Ucraina. Parole chiare quelle dette ieri dal Vicecapo della Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino Vadym Skibitsky che ha segnalato il richiamo di una riserva strategica con circa 20mila uomini destinati al fronte. Il contingente russo impegnato nel conflitto raggiunge così 680mila unità, suppergiù. L’obiettivo indicato resta il controllo dell’intero Donbass entro settembre, con operazioni concentrate nelle aree orientali già teatro di combattimenti nei mesi precedenti. Sul piano diplomatico la situazione resta immobile, purtroppo.

Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che al momento non esistono iniziative concrete per una soluzione del conflitto. Una presa di posizione, questa, arrivata al termine della riunione dei ministri degli Esteri della Comunità degli Stati indipendenti. Da Kiev anche Andrii Sybiha conferma lo stallo. I contatti con Washington comunque proseguono e il Governo ucraino ritiene necessario il coinvolgimento degli Stati Uniti per arrivare a un accordo.

Le tensioni si estendono anche ai rapporti con i Paesi europei. Il Cremlino segnala un coinvolgimento crescente dopo la pubblicazione di un elenco del ministero della Difesa russo che include aziende occidentali attive nella produzione di droni e componenti. Nell’elenco compaiono società di Italia, Regno Unito, Germania, Spagna, Israele e Polonia. L’ex Presidente Dmitry Medvedev definisce queste strutture “obiettivi legittimi”, introducendo un elemento di pressione nei confronti dei Paesi citati.

Difesa e attacchi

Nel territorio russo si rafforza la protezione delle infrastrutture. Il governatore della regione di Leningrado Alexander Drozdenkoannuncia il potenziamento dei sistemi antiaerei e l’impiego di unità mobili composte da riservisti volontari con contratti triennali. La decisione segue una serie di attacchi ucraini con droni contro porti e impianti energetici, tra cui Ust-Luga e Primorsk, nodi centrali per l’export di petrolio, carbone e fertilizzanti. Secondo analisi indipendenti, dopo un attacco del 23 marzo i carichi di petrolio nella zona si riducono della metà nella settimana successiva. Kiev punta a incidere sulle entrate energetiche russe, considerate una leva per sostenere le operazioni militari. Gli attacchi contro infrastrutture si inseriscono in un contesto più ampio, segnato anche dall’andamento dei prezzi energetici.

Il ministero della Difesa russo rivendica la conquista di Zybyne, località nell’area tra la regione ucraina di Kharkiv e quella russa di Belgorod. La mappa aggiornata del progetto Deep State, vicino alla Difesa ucraina, non conferma lo stesso avanzamento. Il quadro resta quindi non uniforme tra le diverse fonti e riflette l’andamento frammentato delle operazioni sul terreno.

Sanzioni e divisioni in Europa

Sul piano politico l’Unione Europea prepara nuove misure. L’Alta rappresentante Kaja Kallas annuncia l’avvio dell’iter per il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Il dossier sarà esaminato dal Consiglio Affari esteri nei prossimi giorni. La proposta incontra la posizione della Slovacchia, che valuta un veto in assenza di garanzie sull’oleodotto Druzhba, infrastruttura centrale per il proprio approvvigionamento energetico.

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