Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato ieri a Roma, dove ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi e il capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale, nel quadro di un tour europeo segnato da nuovi impegni militari e finanziari a favore di Kiev. Durante le dichiarazioni congiunte, Zelensky ha ringraziato l’Italia per il sostegno politico e simbolico: “per il rispetto”, definito “importante quanto la sicurezza”, sottolineando che Roma ha compiuto “una scelta di valori netta” fin dall’inizio dell’invasione russa.
Meloni ha ribadito la linea italiana ed europea: “L’Italia continuerà a promuovere la pressione economica nei confronti della Federazione russa”, ha dichiarato, riferendosi al ventesimo pacchetto di sanzioni Ue, insistendo sulla necessità di garantire i finanziamenti: “Una crisi finanziaria di Kiev produrrebbe danni incalcolabili anche per l’Europa”. Ha quindi definito il sostegno “un dovere morale e una necessità strategica”, perché “è in gioco anche la sicurezza dell’Europa”, aggiungendo: “L’Italia sarà sempre al fianco di Kiev”.

La premier ha rivendicato il contributo italiano alle proposte di sicurezza, ispirate a un modello simile all’articolo 5 della Nato, avvertendo che “un Occidente diviso, un’Europa spaccata sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”. Ha ricordato gli aiuti forniti, dalle caldaie industriali ai generatori elettrici contro i blackout fino ai macchinari medici per i reparti di maternità. “Se esistono le condizioni per lavorare a una pace giusta, lo dobbiamo alla tenacia del popolo ucraino e al convinto sostegno occidentale”, ha concluso.
Al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito “il grande sostegno e la vicinanza piena dell’Italia” a Kiev, elogiando la “resistenza” e “l’eroismo” ucraino e assicurando che “l’Italia sarà sempre a fianco dell’Ucraina”. Zelensky ha quindi ringraziato l’Italia per “il sostegno” e la “fermezza” nel condannare l’aggressione russa, sottolineando che “non basta la fine della guerra, ma serve una pace giusta”.
Accordi militari e aiuti
La tappa italiana arriva dopo l’incontro di Zelensky a Berlino con il cancelliere Friedrich Merz, dove è stato siglato un partenariato strategico che prevede la produzione congiunta di migliaia di droni e finanziamenti tedeschi per centinaia di missili Patriot, con l’obiettivo di rafforzare la difesa aerea ucraina e la produzione interna di sistemi senza pilota.
Parallelamente, il Regno Unito ha avviato la consegna di 120 mila droni di ultima generazione, definiti dal ministero della Difesa britannico “la più grande fornitura del genere mai garantita a Kiev”. Il pacchetto include droni d’attacco a lungo raggio, da ricognizione, logistici e con capacità marittime, destinati sia al fronte sia al supporto operativo per aumentare la capacità di attacco e di ricognizione su larga scala. Il ministro della Difesa britannico John Healey ha accusato Mosca di voler sfruttare la crisi in Medio Oriente per distrarre gli alleati di Kiev, assicurando però “un grande incremento” del sostegno militare.
Ue e Ungheria
Sul piano politico europeo, si registra un possibile allentamento delle resistenze ungheresi che finora avevano rallentato lo sblocco del prestito Ue da 90 miliardi di euro, anche in relazione al dossier energetico legato al gasdotto Druzhba. La sconfitta elettorale di Viktor Orbán in Ungheria potrebbe rimuovere il principale ostacolo allo sblocco del prestito Ue da 90 miliardi di euro, finora bloccato da Budapest. Tra le condizioni emerse, la riparazione del gasdotto Druzhba. Zelensky ha tuttavia espresso preoccupazione per il ruolo degli Stati Uniti, attualmente concentrati sulla crisi con l’Iran, temendo una possibile riduzione dell’attenzione strategica su Kiev.
Guerra sul campo e tensioni internazionali
Sul terreno, il conflitto continua con intensità: raid russi su Dnipro hanno causato almeno cinque morti, mentre nella regione di Cherkasy è stato ucciso un bambino di otto anni; Mosca ha inoltre rivendicato la conquista del villaggio di Volchanskie Khutora, nella regione di Kharkiv. Dal lato russo, il governatore della Bashkiria Radiy Khabirov ha denunciato un attacco con droni ucraini su un’area industriale a Sterlitamak, affermando che “diversi velivoli senza pilota sono stati abbattuti”.
Sul piano diplomatico, nuove tensioni coinvolgono Israele dopo l’attracco nel porto di Haifa di una nave della “flotta ombra” russa carica di grano ucraino ritenuto illegittimamente sottratto. Intanto, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha riferito che nel vertice di Anchorage del 2025 Donald Trump avrebbe proposto a Vladimir Putin il riconoscimento dei territori occupati da Mosca, poi ritirato sotto pressione europea.
A livello internazionale, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che “la vittoria è ormai un sogno lontano per Putin” e che la Russia è “in difficoltà sul campo di battaglia”, mentre Kiev ha annunciato la creazione del consiglio di consulenti militari stranieri ARES, con figure come l’ex direttore della CIA David Petraeus, incaricato di sostenere la riforma della catena di comando e rafforzare l’efficacia operativa delle forze armate ucraine.





