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Medio Oriente, tregua di 10 giorni tra Israele e Libano. Usa mantengono il blocco contro l’Iran

Medio Oriente, tregua di 10 giorni tra Israele e Libano. Usa mantengono il blocco contro l’Iran

Cessate il fuoco annunciato da Trump, ma Israele resta nel sud del Libano. Oltre 10mila militari Usa impegnati nel blocco navale, 13 navi costrette a invertire la rotta
venerdì, 17 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Israele e Libano hanno accettato un cessate il fuoco temporaneo di dieci giorni, entrato in vigore ieri alle 17 ora della costa est americana (le 23 in Italia), anche se restano incertezze operative sull’effettiva applicazione sul terreno.

L’intesa, secondo Trump, è stata raggiunta dopo colloqui diretti con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Per raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni”, ha scritto sul social Truth, rivendicando un ruolo diretto nella mediazione.

L’annuncio arriva dopo un primo incontro diretto tra rappresentanti di Israele e Libano a Washington, il primo in 34 anni, con la mediazione del segretario di Stato Marco Rubio.Nonostante la tregua, Israele non ritirerà .

le proprie truppe dal sud del Libano. Lo ha confermato un funzionario della sicurezza israeliana citato da Reuters, indicando che la pausa nei combattimenti non comporterà modifiche immediate sul terreno.Nelle ore precedenti all’annuncio, raid israeliani avevano colpito infrastrutture strategiche nel sud del Paese. Secondo l’agenzia nazionale libanese, un attacco ha distrutto il ponte di Qasmiyeh sul fiume Litani, l’ultimo collegamento diretto tra il sud e il resto del Libano.

Dal lato libanese, il movimento Hezbollah ha confermato di essere stato informato della possibile tregua attraverso canali diplomatici iraniani. Il parlamentare Hassan Fadlallah ha dichiarato che il gruppo era stato avvertito pochi minuti prima dell’annuncio ufficiale attraverso l’ambasciatore iraniano a Beirut.

Posizioni europee

La tregua è stata accolta positivamente in Europa. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di “un sollievo”, sottolineando che il conflitto “ha già causato troppe vittime” e ribadendo la necessità di rispettare l’integrità territoriale del Libano. Sul piano diplomatico, restano aperti canali più ampi. Stati Uniti e Iran sono impegnati in colloqui indiretti per estendere una tregua separata, mentre sul fronte europeo prende forma l’ipotesi di una missione navale difensiva nello Stretto di Hormuz, con il coinvolgimento di Paesi non direttamente impegnati nel conflitto. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato un confronto con Francia e Regno Unito su questo punto, in vista di una riunione tra governi europei prevista nelle prossime ore per valutare un eventuale contributo operativo.

Blocco navale USA

Sul piano militare, gli Stati Uniti mantengono il blocco navale contro i porti iraniani, con oltre 10mila militari impegnati tra Golfo Persico, Golfo di Oman e Mar Arabico. Secondo il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, almeno 13 navi hanno invertito la rotta per evitare il confronto con la Marina americana. Il Pentagono ha precisato che nessuna imbarcazione è stata finora abbordata, ma le forze navali restano autorizzate a intervenire in caso di violazione del dispositivo, anche con colpi di avvertimento o altre misure di forza.

Da Teheran arrivano segnali opposti. Il portavoce del ministero degli Esteri, Ismail Baghaei, ha dichiarato che l’Iran intende “ritenere responsabili” Stati Uniti e Israele per l’uccisione di propri dirigenti, sostenendo che la richiesta di accountability riguarda “l’intera comunità internazionale”. In parallelo, ambienti militari vicini alla guida suprema iraniana hanno minacciato possibili attacchi contro unità navali statunitensi nella regione, inclusa l’ipotesi di affondamento di navi in caso di escalation. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha rilanciato, avvertendo che ulteriori minacce iraniane potrebbero portare a attacchi “ancora più dolorosi”.

Congresso USA conferma azione militare

Negli Stati Uniti, il Congresso ha di fatto confermato il sostegno all’azione militare. La Camera dei rappresentanti ha respinto per un solo voto una risoluzione che avrebbe imposto lo stop alle operazioni contro l’Iran senza autorizzazione formale, bocciandola con 214 voti contrari e 213 favorevoli, lungo linee quasi interamente partitiche. Il conflitto si avvicina così alla soglia dei 60 giorni oltre la quale, secondo la legge federale, diventa necessario un via libera esplicito del Congresso per proseguire le operazioni militari.

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