Se nel mondo soffiano venti di guerra e si vivono lacerazioni nella civile convivenza in Stati sempre più numerosi con regimi autoritari, in Italia la Democrazia Cristiana, la famosa “Balena Bianca” che fa capo a Gianfranco Rotondi, si prepara a festeggiare l’anniversario della vittoria del 1948 presso il Teatro Golden Via Taranto, 39 della Capitale.
I partecipanti
Giuseppe Gargani, presidente dell’associazione degli ex-Parlamentari della Repubblica, presiederà l’incontro al quale vi interverranno anche Mons. Filippo Ortenzi, vescovo della Chiesa Ortodossa Italiana, il prof. Nino Luciani, segretario della DC storica e l’avvocato Raffaele Cerenza. L’onorevole Gianfranco Rotondi, presidente della “Democrazia Cristiana con Rotondi” e la DC storica farà la conclusione
Eredità politica travagliata
La “Balena Bianca”, soprannome storico attribuito alla Democrazia Cristiana (DC), domina per oltre mezzo secolo (1942/1994) il palcoscenico politico italiano, durante tutta la cosiddetta ‘prima Repubblica’.
La missione della Democrazia Cristiana, benché lievemente defilata, silenziosa, forse anche appannata da vicende giudiziarie, si potrebbe affermare che non si è mai interrotta, grazie a un lavoro tipico del restauratore che deve raccogliere e mettere in ordine tutti i pezzi frantumati del vaso di coccio. E questo lavoro, quasi certosino e persistente lo si deve, senza ombra di dubbio, all’onorevole Gianfranco Rotondi, classe 1960, campano e più esattamente di Avellino. Ha una esperienza politica da vendere, con 6 legislature alle spalle compresa l’attuale; un curriculum politico corposo e con un coraggio da leone, non disdegnando di affrontare da giovanissimo, politicamente parlando, calibri come il suo conterraneo avellinese Ciriaco De Mita (1928/2022).
Basta pensare che a 15 anni si iscrive nella Democrazia Cristiana e già nel 1979 fonda il movimento “Proposta ‘80”, inizialmente vicino alle posizioni di Gerardo Bianco e in antitesi alla leadership provinciale nazionale di Ciriaco De Mita. Il rapporto è stato caratterizzato da un profondo rispetto personale e con una netta contrapposizione politica, specie negli anni post-democrazia cristiana. Rotondi lo ha sempre considerato “padre nobile” e, di recente, prima della scomparsa, anche “un vero democristiano”. De Mita riteneva fondamentale che la DC dovesse sempre avere “confini a destra” e non dovesse mai confondersi con essi. Tali erano le critiche di De Mita sulle scelte politiche di Rotondi, ma con affetto paterno.
L’onorevole Rotondi matura esperienze in diversi simboli di partiti a seguito delle annose vicende della Democrazia Cristiana, passando anche per il Partito Popolare Italiano, UDC, CDU e Casa delle Libertà. Cuore e mente sono, però , sempre rivolti a “…un partito di ispirazione Cristiana e Centrista che si rifacesse apertamente all’esperienza della storica Democrazia Cristiana.” Elasticità mentale, visione politica e arte del mediare gli consentono di sostenere nelle ultime elezioni politiche l’attuale Presidente del Consiglio, mentre nell’ottobre del 2023 a Saint Vincent annuncia il ritorno della DC nella sua massima espressione.
Cattolicesimo politico, abbiamo ancora qualcosa da dire?
È La domanda nella locandina al titolo “Assemblea degli Esterni” promossa con lo stemma “Democrazia Cristiana con Rotondi” con incorporato lo stemma della ‘Balena Bianca’, in occasione del recente evento politico tenuto ad Avellino nei giorni 27 e 28 marzo. Nell’elenco provvisorio si prevedeva l’intervento di circa 60 autorevolissime persone, tra le quali era programmata anche la partecipazione del noto politico avellinese, Onorevole Paolo Cirino Pomicino che, purtroppo, una settimana prima, esattamente il 21 marzo è venuto a mancare.
Di lui non si può non ricordare il suo forte e determinato impegno politico come Ministro della funzione pubblica (1988-1989) nel governo De Mita, Ministro del Bilancio e della `programmazione economica (1989-1992) nel VI e VII governo presieduto da Giulio Andreotti, al quale era molto legato (con Arnaldo Forlani segretario della Democrazia Cristiana) e del predecessore Amintore Fanfani, mentre ministro della funzione pubblica era Ciriaco De Mita al quale succede Remo Gaspari. Un personaggio che avrebbe raccontato tante esperienze in ben 6 legislature dal 1976 con la VII alla XI legislatura e poi nella XV e infine anche parlamentare europeo dal 2004 al 2006 all’interno del gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE).
Alcide De Gasperi e la Democrazia Cristiana
È il partiti fondato da Alcide De Gasperi, clandestinamente già nel 1942, durante il fascismo, e dal 1943 per iniziativa di esponenti del Partito Popolare Italiano, di don Luigi Sturzo e dell’Azione Cattolica al 1994, partito dominante durante tutta la famosa “prima Repubblica” (1946/1994) . Alcide Gasperi è il personaggio chiave che diventa il primo Presidente del Consiglio dalla nascita della Repubblica e prima ancora anche fondatore del presente quotidiano.
Il rapporto tra Ciriaco De Mita e Gianfranco Rotondi
Gianfranco Rotondi (classe 1960) nutre profondo rispetto verso Ciriaco De Mita (1928/2022) e con posizioni politiche diverse. Rotondi riconosce in De Mita l’influenza pedagogica e moderna; alla sua morte è Rotondi a celebrarne la figura alla Camera dei deputati, sottolineandone il ruolo storico. L’onorevole Rotondi, facendo una sintesi del suo rapporto con l’onorevole compaesano De Mita dice:“… di aver passato la prima parte della vita a combattere le sue idee e la seconda a rimpiangerle”.
In attesa di conoscere la terza parte e le numerose successive.





