Jasveen Sangha, soprannominata dagli inquirenti la “Regina della ketamina”, è stata condannata a 15 anni di carcere per aver fornito la dose letale che ha causato la morte dell’attore Matthew Perry nell’ottobre 2023.
La sentenza, emessa da un tribunale federale di Los Angeles, arriva dopo che la donna ha ammesso di aver distribuito decine di fiale di ketamina all’attore, collaborando con altri fornitori in un giro di spaccio attivo almeno dal 2019.
Secondo i documenti giudiziari, Sangha gestiva dalla sua abitazione di North Hollywood una vera e propria attività di traffico di droga su larga scala, che includeva ketamina, metanfetamine e altre sostanze.
Nonostante precedenti episodi mortali legati alle sue forniture, la donna avrebbe continuato a vendere senza mostrare rimorso, come evidenziato dai procuratori che hanno parlato di “fredda insensibilità” e “disprezzo per la vita”. La condanna supera di gran lunga quelle inflitte agli altri imputati coinvolti nel caso, tra cui medici e intermediari che avrebbero facilitato l’approvvigionamento del farmaco.
Le indagini hanno rivelato come Sangha avesse venduto oltre 50 fiale di ketamina tramite l’assistente personale di Perry, che ne avrebbe poi somministrato dosi crescenti all’attore nelle settimane precedenti alla morte. La famiglia di Perry ha accolto la sentenza come un atto di giustizia, sottolineando il dolore irreversibile causato dalla vicenda.
Il caso ha riacceso l’attenzione sui rischi dell’uso off‑label della ketamina e sulle vulnerabilità di chi, come Perry, aveva già affrontato battaglie contro la dipendenza. Per Hollywood e per il pubblico, la condanna della “Regina della ketamina” rappresenta un capitolo amaro ma necessario nella ricerca di responsabilità attorno alla morte di una delle figure più amate della televisione americana.





