“Credo che riusciremo ad avere un accordo entro domani”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, secondo quanto riferito da Fox News, a cui ha spiegato che sono in corso negoziati. Ieri, inoltre, secondo un’intervista rilasciata al Wall Street Journal, Trump ha alzato i toni: “Se non faranno qualcosa entro martedì sera, non avranno più centrali elettriche e non avranno più ponti in piedi”. In un post sui social media pubblicato ieri mattina, il presidente USA aveva inoltre intimato che l’Iran avrebbe subito attacchi alle infrastrutture se non avesse riaperto lo Stretto entro martedì.
Pilota USA ferito ma in salvo
“Abbiamo salvato il membro dell’equipaggio dell’F-15, gravemente ferito e davvero coraggioso, dalle profondità delle montagne dell’Iran. L’esercito iraniano lo stava cercando con insistenza, in gran numero, e si stava avvicinando. È un colonnello molto rispettato”, scrive Donald Trump sul suo social Truth, annunciando anche una conferenza stampa sull’operazione di soccorso e recupero del pilota disperso in Iran, prevista alle 13 (le 19 in Italia). “Terrò una conferenza stampa, con i militari, nello Studio Ovale”.
L’operazione di ricerca
Secondo il New York Times, il salvataggio del co-pilota USA disperso in Iran è stato una corsa contro il tempo tra le forze americane e iraniane durata due giorni. I commando statunitensi hanno recuperato il militare grazie a un’imponente operazione che ha coinvolto centinaia di soldati delle forze speciali. Non si sono registrate vittime tra le fila statunitensi, ha dichiarato un alto ufficiale del Pentagono. Gli aerei di soccorso sono atterrati in Kuwait per prestare le cure necessarie all’ufficiale ferito ma salvo.
Israele e il salvataggio
Una fonte israeliana ha riferito a Iran International, media d’opposizione con sede a Londra, che due unità di commando israeliane, Shaldag e Sayeret Matkal, hanno partecipato all’operazione di salvataggio del pilota americano disperso in Iran. Secondo la fonte, la missione è durata circa 36 ore. È stato inoltre riferito che un elicottero statunitense è stato attaccato durante l’operazione, ma è riuscito a rientrare alla base senza danni.
La mediazione dell’Oman
L’Oman ha dichiarato di aver discusso con l’Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz, cruciale per le forniture globali di petrolio. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale del Sultanato.
All’incontro hanno partecipato membri dei ministeri degli Esteri di entrambi i Paesi, che hanno presentato possibili “opzioni” per la riapertura del passaggio, secondo un post su X dell’agenzia omanita. Parte del territorio dell’Oman confina con lo Stretto, bloccato da Teheran dall’inizio del conflitto.
Iran, raid su strutture in Bahrein
La società petrolchimica del Bahrein al-Khaleej Petrochemical Industries Company ha annunciato che diverse sue unità operative sono state colpite da droni iraniani, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Secondo l’agenzia di stampa bahreinita Bna, l’attacco ha provocato un incendio nelle strutture colpite, poi domato. Non si segnalano vittime, mentre squadre specializzate stanno conducendo una valutazione completa dei danni.





