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Trasporto persone, allarme rosso: caro energia e carburanti spingono il settore verso il collasso

Confartigianato: costi fuori controllo, margini azzerati e servizi a rischio. Senza interventi urgenti, a pagare saranno cittadini, studenti e turismo
domenica, 5 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Il settore del trasporto persone su gomma è sempre più vicino al punto di rottura. A lanciare l’allarme sono le principali associazioni di rappresentanza – Confartigianato Trasporto Persone, Cna Fita Trasporti, Sna Casartigiani Trasporto Persone, Confcooperative Lavoro e Servizi e LegaCoop Produzione e Servizi – che denunciano una situazione ormai insostenibile, aggravata dalla crisi energetica e dal continuo aumento dei prezzi dei carburanti.

Carburanti, mercati e speculazioni

Negli ultimi mesi, la combinazione tra instabilità dei mercati energetici, tensioni internazionali e dinamiche speculative ha fatto impennare i costi del gasolio, incidendo in modo diretto e pesantissimo sui bilanci delle imprese. Per un comparto in cui il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa, si tratta di un colpo durissimo, difficilmente assorbibile senza ripercussioni sull’intero sistema.

Costi in alto, guadagni giù

Le aziende, già provate dagli effetti della pandemia e dall’aumento generalizzato dei costi – dall’energia elettrica alla manutenzione dei mezzi, fino agli oneri assicurativi – si trovano oggi a operare con margini ridotti al minimo. In molti casi, la sostenibilità economica è compromessa, con il concreto rischio di una progressiva riduzione dei servizi e, nei casi più gravi, della chiusura di numerose realtà locali.

Filiera sotto scacco

La crisi energetica, infatti, non si limita a incidere sul prezzo alla pompa. Coinvolge l’intera filiera dei trasporti: dall’aumento dei costi di produzione dei veicoli alle difficoltà nella programmazione degli investimenti, fino al rallentamento della transizione ecologica. Le imprese sono chiamate a rinnovare le flotte in chiave sostenibile, ma si trovano senza la liquidità necessaria per affrontare questo passaggio.

Danni a imprese e cittadini

Le conseguenze rischiano di ricadere direttamente sui cittadini. Il trasporto persone su gomma rappresenta un presidio essenziale, soprattutto nelle aree interne e nei territori non serviti da infrastrutture ferroviarie adeguate. Una sua contrazione significherebbe minore accessibilità per studenti e lavoratori, difficoltà negli spostamenti quotidiani e un impatto negativo sul turismo, uno dei motori dell’economia nazionale.

Affrontare le priorità

Di fronte a questo scenario, le associazioni chiedono un intervento immediato del Governo. Tra le misure ritenute prioritarie, l’estensione e il rafforzamento dei crediti d’imposta per il settore, utili a compensare almeno in parte l’aumento dei costi del carburante. Ma non solo: viene sollecitata anche l’introduzione del cosiddetto carburante professionale, uno strumento che consentirebbe di stabilizzare i prezzi e proteggere le imprese dalle forti oscillazioni del mercato.

Trasporto persone, più tutele

Serve, inoltre, una strategia di medio-lungo periodo che riconosca il valore strategico del trasporto persone, integrandolo nelle politiche energetiche e industriali del Paese. Senza un quadro di interventi strutturali, il rischio è quello di affrontare ciclicamente emergenze sempre più gravi, senza mai risolvere le fragilità di fondo.

Mobilità e servizio sociale

Il messaggio delle imprese è chiaro: il tempo delle attese è finito. Il trasporto su gomma non è solo un settore economico, ma un’infrastruttura sociale che garantisce il diritto alla mobilità e contribuisce alla coesione territoriale. Metterlo in sicurezza significa tutelare l’intero sistema Paese.

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