L’Eurovision Song Contest apre un nuovo capitolo della sua storia e sbarca ufficialmente in Asia, segnando la più significativa espansione del format dalla sua nascita nel 1956.
La prima edizione asiatica si terrà a Bangkok il 14 novembre 2026 e vedrà la partecipazione di dieci Paesi, tra cui Corea del Sud, Filippine, Malesia, Laos, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Nepal, Thailandia e Vietnam, con altri potenzialmente in arrivo nei prossimi mesi.
L’iniziativa, promossa dall’EBU in collaborazione con Voxovation e S2O Productions, nasce in concomitanza con il 70° anniversario del concorso europeo e punta a coinvolgere un pubblico potenziale di oltre 600 milioni di persone.
Gli organizzatori sottolineano come l’Asia rappresenti un territorio ricco di creatività e identità culturali, ideale per far evolvere il marchio Eurovision senza tradirne lo spirito originario. Ogni Paese partecipante organizzerà selezioni nazionali per scegliere il proprio rappresentante, replicando il modello europeo.
La finale, trasmessa in diretta da Channel 3 Thailand, promette uno spettacolo ad alto impatto visivo e tecnologico, con un forte coinvolgimento del pubblico anche attraverso piattaforme digitali dedicate.
Il debutto asiatico arriva in un momento complesso per l’edizione europea, segnata da boicottaggi e tensioni politiche legate alla partecipazione di Israele.
Mentre Vienna si prepara a ospitare la finale del 2026, l’attenzione globale si divide ora tra il tradizionale palcoscenico europeo e la nuova avventura orientale, che potrebbe ridefinire il futuro del concorso più longevo e seguito al mondo.





