Jair Bolsonaro ha lasciato l’ospedale di Brasilia dopo oltre una settimana di ricovero e ha fatto ritorno nella sua residenza privata, dove inizierà a scontare la condanna a 27 anni inflitta dalla Corte Suprema per reati legati all’attacco alle istituzioni del gennaio 2023. L’ex presidente, apparso visibilmente provato ma determinato a mostrarsi collaborativo, è stato dimesso in condizioni stabili dopo una serie di accertamenti resi necessari da complicazioni gastrointestinali, un problema che lo accompagna da anni. L’uscita dall’ospedale è avvenuta sotto stretta sorveglianza, con un dispositivo di sicurezza che ha tenuto a distanza sostenitori e curiosi.
La condanna, una delle più pesanti mai inflitte a un ex capo di Stato brasiliano, prevede che Bolsonaro sconti la pena in regime domiciliare rafforzato, con limitazioni ai contatti, divieto di comunicazione politica e monitoraggio costante. La decisione della Corte ha segnato un punto di svolta nella crisi istituzionale che ha attraversato il Paese, confermando la linea dura contro chi è stato ritenuto responsabile di aver alimentato il clima che portò all’assalto ai palazzi del potere. I suoi avvocati hanno annunciato nuovi ricorsi, ma gli esperti ritengono improbabile un ribaltamento della sentenza nel breve periodo. Il ritorno a casa dell’ex presidente ha riacceso il dibattito politico.
I suoi sostenitori denunciano una persecuzione giudiziaria, mentre i partiti di governo parlano di un passo necessario per ristabilire la fiducia nelle istituzioni. Intanto, il Brasile si prepara a gestire le conseguenze di una condanna che potrebbe ridefinire gli equilibri della destra e aprire una fase di incertezza nel panorama politico nazionale. Bolsonaro, ora confinato nella sua abitazione, resta una figura polarizzante: la sua presenza, seppur silenziata dalle restrizioni, continua a pesare sul futuro del Paese.





