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A Maastricht archeologi potrebbero aver riportato alla luce i resti di D’Artagnan

venerdì, 27 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Potrebbero appartenere a D’Artagnan, il più celebre dei moschettieri, i resti umani rinvenuti sotto il pavimento di una chiesa di Maastricht, nei Paesi Bassi. La scoperta, avvenuta durante lavori di restauro dopo un cedimento strutturale, ha immediatamente attirato l’attenzione di archeologi e storici: lo scheletro è stato trovato in una posizione di grande rilievo, proprio dove un tempo sorgeva l’altare, luogo riservato a figure di alto rango. Accanto alle ossa, una moneta francese del XVII secolo e tracce compatibili con una ferita da moschetto, elementi che coincidono con le circostanze della morte del vero Charles de Batz de Castelmore, caduto nel 1673 durante l’assedio di Maastricht. Il diacono Jos Valke, presente al momento del ritrovamento, ha raccontato che tutto è iniziato da alcune piastrelle allentate: sotto di esse, una cavità ha rivelato prima frammenti ossei, poi una sepoltura completa.

L’archeologo Wim Dijkman, che da quasi trent’anni insegue il mistero del luogo di sepoltura del moschettiere, ha definito la scoperta “promettente”, pur mantenendo la prudenza necessaria. Le ossa sono state trasferite in un istituto specializzato a Deventer, mentre un campione di DNA è ora in analisi a Monaco, dove verrà confrontato con quello dei discendenti della famiglia De Batz. La possibilità di aver finalmente individuato la tomba del leggendario spadaccino ha riacceso l’interesse per la figura storica dietro il mito letterario. D’Artagnan, ufficiale al servizio dei re Luigi XIII e Luigi XIV, divenne immortale grazie alla penna di Alexandre Dumas, che nel 1844 lo trasformò nel protagonista de I tre moschettieri. Ma la sua sepoltura è rimasta per secoli un enigma, alimentando ipotesi e ricerche mai giunte a una conclusione definitiva. Ora, per la prima volta, indizi archeologici e documentari sembrano convergere.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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