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Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord
Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord

È morto Umberto Bossi, il ‘Senatùr’ che fondò la Lega

Dal regionalismo al Governo con Berlusconi, una carriera lunga decenni. Il cordoglio della politica, da Giorgia Meloni a opposizioni e alleati. Salvini annulla tutti gli impegni di oggi
venerdì, 20 Marzo 2026
2 minuti di lettura

È morto ieri sera a 84 anni Umberto Bossi, tra i più importanti protagonisti della politica italiana e soprattutto fondatore della Lega Nord, di cui è stato Segretario federale per oltre vent’anni e poi Presidente a vita. Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago, in provincia di Varese, Bossi avviò il suo percorso politico nei primi anni Settanta nell’area della Sinistra, tra il gruppo del manifesto, il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo e l’Arci. In seguito si avvicinò alle posizioni autonomiste e federaliste dopo l’incontro con Bruno Salvatori, esponente vicino all’Union Valdotaine. Nel 1979 conobbe Roberto Maroni, con cui avviò un lungo sodalizio politico. All’inizio degli anni Ottanta fondò la Lega Autonomista Lombarda, poi divenuta Lega Lombarda. Nel 1993 promosse la nascita della Lega Nord, riunendo diverse realtà territoriali come la Liga Veneta e il Piemònt Autonomista.

Eletto per la prima volta al Senato nel 1987, da allora venne soprannominato ‘il Senatùr’. Nel corso della sua carriera ricoprì numerosi incarichi: parlamentare per più legislature, eurodeputato per tre mandati e Ministro nei governi guidati da Silvio Berlusconi. Nel 2001 assunse l’incarico di Ministro per le Riforme istituzionali e la Devoluzione e tornò al governo nel 2008 con lo stesso dicastero.

Forza del Nord

La Lega guidata da Bossi si affermò negli anni Novanta come forza politica radicata nel Nord, con simboli e parole d’ordine riconoscibili, dal riferimento ad Alberto da Giussano allo slogan ‘Roma ladrona’. In quella fase promosse il tema dell’autonomia e del federalismo, fino a sostenere il progetto della Padania. Nel 2004 fu colpito da un ictus che ne ridusse l’attività politica. Nel 2012 si dimise dalla guida della Lega dopo lo scandalo sui rimborsi elettorali. L’anno successivo tentò il ritorno alla leadership, ma venne sconfitto da Matteo Salvini, che avviò una trasformazione del partito in senso nazionale.

Negli anni successivi Bossi restò una figura simbolica del movimento, pur distante dalle scelte della nuova dirigenza. Nel 2024 dichiarò di aver sostenuto alle europee l’ex leghista Marco Reguzzoni, candidato indipendente con Forza Italia.

La sua carriera fu segnata anche da vicende giudiziarie, tra cui il caso dei rimborsi elettorali che portò a una condanna in primo grado. Nel 2019 il reato venne dichiarato prescritto, mentre fu confermata la confisca dei fondi al partito.

I messaggi

Il leader della Lega Matteo Salvini ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti per oggi ed è rientrato a Milano. Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo politico. Giorgia Meloni ha sottolineato che Bossi, “con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo Centrodestra”. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato “un amico” e “un pezzo della nostra storia politica”.

Il Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio lo ha ricordato come il fondatore di una comunità politica. Pier Ferdinando Casini ha parlato di “un protagonista della storia politica italiana”, mentre Antonio Tajani ha sottolineato il legame con Berlusconi e il ruolo nel cambiamento del Paese. Per Luca Zaia Bossi ha inciso sulla storia repubblicana, mentre Letizia Moratti ne ha evidenziato il contributo al dibattito democratico. Anche Pier Luigi Bersani lo ha ricordato come un avversario rispettato.

Dal Centrodestra è arrivato anche il ricordo di Gianfranco Rotondi, che ha pubblicato una foto insieme a Bossi accompagnata dalla frase a lui cara ‘mai mullàr’ e da un semplice ‘ciao Umberto’. La Senatrice Michaela Biancofiore ha parlato di “un politico di razza” capace di anticipare i tempi e di costruire una forza radicata nel Centrodestra, condividendo una visione con Berlusconi. Fabrizio Benzoni ha riconosciuto, pur nella distanza politica, l’autenticità e la capacità di rappresentare una parte del Paese. Beatrice Lorenzin ha richiamato il suo impegno nelle istituzioni e nel dibattito pubblico, mentre Sandra Savino ha evidenziato il ruolo avuto nel ridefinire equilibri e linguaggi della politica.

Per Maurizio Gasparri Bossi è stato un protagonista capace di portare nuove istanze e contribuire a importanti stagioni politiche. Cordoglio anche da Giuseppe Conte, che lo ha definitovo una figura centrale della politica recente, e da Roberto Vannacci, che ha espresso vicinanza alla famiglia e alla comunità leghista. Le Capigruppo di Italia Viva Maria Elena Boschi e Raffaella Paitahanno ricordato il segno politico e umano lasciato da Bossi, capace di rappresentare una parte significativa del Paese.

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