Non sarebbero gli attacchi diretti la principale preoccupazione per l’Italia nello scenario internazionale attuale, bensì una minaccia più subdola e diffusa: il terrorismo. È quanto ha dichiarato il Ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo sia a RTL 102.5 sia ad Agorà su Rai Tre. Secondo il Ministro attacchi diretti da parte dell’Iran o di gruppi a esso collegati, come Hezbollah, “non sono attualmente considerati probabili”. Il vero rischio, ha spiegato, è rappresentato dalla presenza di “centinaia di cellule dormienti iraniane nel mondo”, individui apparentemente integrati che potrebbero essere attivati in qualsiasi momento per compiere attentati, anche suicidi.
Si tratta, ha precisato Crosetto, di reti operative da anni e diffuse su scala globale, che costituiscono “la principale minaccia interna per i Paesi non direttamente coinvolti nel conflitto”.
Il ruolo della Nato e degli Stati Uniti
Il Ministro ha ribadito con forza anche la centralità dell’alleanza con gli Stati Uniti e con la Nato. “I rapporti con gli Stati Uniti non possono essere messi in discussione da un governo: come Europa non siamo in grado di garantire sicurezza e difesa senza la Nato”. Crosetto ha poi ricordato come, nei giorni di tensione legati agli attacchi iraniani contro basi americane, sia stata valutata la possibilità di minacce anche sul territorio italiano. In questo contesto, ha spiegato, il sistema di difesa integrato dell’Alleanza atlantica rappresenta una garanzia fondamentale.
“La prima risposta di tranquillità era la presenza della difesa Nato: eventuali missili balistici sarebbero stati intercettati prima dai radar in Turchia, poi in Grecia e infine dalle navi americane nel Mediterraneo”, ha sottolineato.
Criticità e autonomia europea
Pur ribadendo la necessità di mantenere un rapporto saldo con Washington, il Ministro ha evidenziato che ciò non implica un allineamento automatico: “Dobbiamo sempre mantenere un rapporto con gli Stati Uniti, ma questo non significa assecondarli quando le loro scelte non sono giuste o escono dal diritto internazionale”. Riferendosi alla situazione nello Stretto di Hormuz, Crosetto ha suggerito la necessità di un intervento multilaterale: “Serve il nostro aiuto per far uscire gli Stati Uniti da una situazione che non avevano calcolato, ma ciò va fatto da un organismo internazionale”.
La proposta
Infine il Ministro ha avanzato una proposta alternativa a un eventuale intervento europeo autonomo. Una flotta esclusivamente europea, ha spiegato, verrebbe percepita come una forza della Nato e quindi come parte in causa nel conflitto. “La bandiera da innalzare deve essere quella dell’Onu. Serve una flotta internazionale che coinvolga Europa, Cina, Asia, India e tutti i Paesi del mondo”,





