Le Nazioni Unite hanno avviato una nuova operazione di emergenza per sostenere migliaia di afghani costretti a lasciare le proprie case a causa dell’inasprirsi delle tensioni e degli scontri lungo il confine con il Pakistan. Nelle ultime settimane, l’area di confine ha visto un aumento degli episodi armati, che hanno colpito soprattutto villaggi rurali già provati da anni di instabilità. Famiglie intere hanno abbandonato le abitazioni in poche ore, spesso senza riuscire a portare con sé nulla se non qualche coperta e documenti essenziali.
Le agenzie umanitarie dell’ONU hanno allestito punti di accoglienza mobili nelle province orientali dell’Afghanistan, dove vengono distribuiti kit di primo soccorso, acqua potabile, tende e razioni alimentari. Particolare attenzione è rivolta ai bambini, molti dei quali arrivano in condizioni di forte stress, e alle donne che hanno affrontato il viaggio in aree dove l’accesso ai servizi sanitari è quasi inesistente.
Gli operatori segnalano un flusso continuo di nuovi arrivi e temono che il numero degli sfollati possa crescere ulteriormente se la situazione militare non si stabilizzerà. Nonostante gli sforzi, le Nazioni Unite avvertono che le risorse disponibili non sono sufficienti a coprire i bisogni di una popolazione in fuga che cambia di giorno in giorno. Le strade difficili da percorrere, l’inverno alle porte e la fragilità delle infrastrutture afghane complicano ulteriormente la distribuzione degli aiuti. L’ONU chiede quindi un sostegno internazionale più ampio per evitare che questa nuova crisi si trasformi nell’ennesima emergenza dimenticata in una regione dove la pace resta ancora un traguardo lontano.





