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Licenziamento collettivo Marghera
Daniela Fumarola Segretaria Generale CISL

Fumarola (Cisl): “L’Intelligenza Artificiale va governata con formazione e partecipazione”

sabato, 14 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Il licenziamento collettivo annunciato dall’azienda InvestCloud a Marghera, che coinvolge 37 lavoratori, apre un caso sociale e industriale che chiama in causa istituzioni, imprese e sindacati. Lo dice la leader della Cisl Daniela Fumarola in un intervento su Il Sole 24 Ore, esprimendo solidarietà ai dipendenti colpiti e alle loro famiglie, improvvisamente esposti a una situazione di precarietà. Il sindacato chiede alle istituzioni l’attivazione di tutti gli strumenti di tutela per garantire diritti e reddito ai lavoratori interessati. Fumarola inserisce la vicenda nel più ampio dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro. Se da un lato cresce il timore della sostituzione del lavoro umano, dall’altro molte imprese non sfruttano pienamente le tecnologie per mancanza di competenze adeguate.

Il problema, sottolinea, non è fermare l’IA — obiettivo illusorio — ma governare la trasformazione tecnologica. Il caso di Marghera, secondo la sindacalista, dimostra i rischi di processi gestiti unilateralmente, che possono trasformare l’innovazione in un fattore di marginalizzazione.
Per evitare che la transizione digitale diventi una scorciatoia per licenziare, la Cisl propone un confronto strutturato tra istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori. Tra le priorità indicate, un programma nazionale per favorire l’adozione dell’IA soprattutto nelle piccole e medie imprese, con una condizione: investire in formazione almeno quanto in tecnologia.

Partecipazione

La leader sindacale indica inoltre la partecipazione come seconda leva strategica, con organismi bilaterali capaci di valutare l’impatto delle nuove tecnologie, definire i fabbisogni professionali e programmare la formazione condividendo i benefici della maggiore produttività. Infine, sottolinea la necessità di rafforzare le politiche attive del lavoro per accompagnare concretamente le transizioni occupazionali. Solo così, conclude Fumarola, l’intelligenza artificiale potrà diventare uno strumento di progresso capace di rafforzare il valore del lavoro e la coesione sociale.

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