Un cittadino britannico è stato accusato di crimini informatici a Dubai per aver presumibilmente filmato e condiviso online immagini degli attacchi missilistici che hanno colpito gli Emirati Arabi Uniti durante l’escalation regionale. La conferma è arrivata dalle autorità del Regno Unito, che stanno seguendo il caso attraverso il consolato britannico, mentre l’uomo — un turista sessantenne in vacanza — rimane in custodia presso una stazione di polizia di Bur Dubai.
Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe registrato i lanci e le esplosioni visibili dal centro urbano, diffondendo poi i video sui social in violazione delle severe leggi emiratine sulla sicurezza digitale. Gli Emirati Arabi Uniti, infatti, considerano la pubblicazione di contenuti legati ad attacchi o incidenti militari come una minaccia alla sicurezza nazionale, in grado di alimentare panico o danneggiare l’immagine del Paese.
Negli ultimi mesi, le autorità hanno intensificato i controlli, incriminando oltre venti persone per aver diffuso materiale simile. Il caso del cittadino britannico è diventato emblematico di questa linea dura, soprattutto perché avvenuto in un momento di forte tensione regionale, con i recenti attacchi iraniani che hanno colpito infrastrutture e aree civili. Il governo britannico ha dichiarato di essere “profondamente preoccupato” e di aver richiesto chiarimenti formali, pur ricordando ai propri cittadini che negli Emirati vigono norme molto rigide sulla condivisione di immagini sensibili.
Organizzazioni per i diritti digitali hanno sollevato dubbi sulla proporzionalità delle accuse, sottolineando che molti turisti potrebbero non essere consapevoli delle implicazioni legali di un gesto apparentemente innocuo come filmare un evento di cronaca. L’uomo rischia fino a due anni di carcere e una multa elevata, mentre la sua vicenda alimenta un dibattito più ampio sul rapporto tra sicurezza nazionale, libertà di informazione e responsabilità individuale nell’era dei social media.





