0
petroliera in fiamme nel Golfo Persico
Immagine generata con AI

Iran, attacco a una petroliera Usa nel Golfo. Droni colpiscono l’Azerbaigian

giovedì, 5 Marzo 2026
2 minuti di lettura

La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti continua ad allargarsi a nuovi teatri mentre gli attacchi si moltiplicano dal Golfo Persico al Caucaso. Nelle ultime ore il Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha rivendicato l’attacco contro una petroliera statunitense nel nord del Golfo, al largo del Kuwait. L’esplosione ha provocato un incendio a bordo e lo sversamento di greggio in mare, con il timore di un grave impatto ambientale. Secondo le autorità marittime britanniche l’esplosione ha squarciato uno dei serbatoi della nave mentre una piccola imbarcazione si allontanava dall’area subito dopo la deflagrazione. Teheran sostiene che lo Stretto di Hormuz sarà ormai “sotto controllo iraniano” per tutta la durata della guerra. Intanto in Iran la connessione internet resta quasi completamente oscurata, con la rete ridotta a circa l’1% della capacità normale.

Attacchi in Azerbaigian e nel Kurdistan iracheno

Il conflitto si è esteso anche al Caucaso. Il governo di Baku ha confermato che droni provenienti dal territorio iraniano hanno colpito l’aeroporto della regione autonoma di Nakhchivan, enclave azera tra Armenia, Turchia e Iran. L’ambasciatore iraniano è stato convocato dal ministero degli Esteri azero per chiarimenti. Contemporaneamente Teheran ha dichiarato di aver lanciato missili contro basi di milizie curde nel Kurdistan iracheno, accusate di sostenere gruppi ostili alla Repubblica islamica. Le autorità della regione autonoma curda hanno però smentito qualsiasi offensiva terrestre verso il territorio iraniano.

Nuovi raid israeliani

Sul fronte principale della guerra Israele ha condotto nuovi bombardamenti contro obiettivi a Teheran e nei quartieri meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah. L’esercito israeliano afferma di aver distrutto circa 300 lanciamissili iraniani e di aver sganciato oltre 4.000 ordigni in più di 1.600 missioni aeree. In risposta l’Iran ha lanciato nuove salve di missili balistici contro Israele. Le sirene d’allarme sono risuonate a Tel Aviv e Gerusalemme mentre i sistemi di difesa aerea intercettavano i vettori in arrivo. Non risultano vittime. L’esercito israeliano ha comunque allentato alcune restrizioni per la popolazione, pur mantenendo chiuse le scuole.

Esplosioni nel Golfo

La tensione resta altissima anche nei Paesi del Golfo. Esplosioni sono state segnalate nei cieli di Doha e Manama mentre le difese aeree del Qatar hanno intercettato missili diretti verso la capitale. Le autorità qatariote hanno evacuato l’area intorno all’ambasciata degli Stati Uniti come misura precauzionale. Secondo l’Unione europea la sicurezza delle rotte marittime, in particolare nello Stretto di Hormuz, è diventata una priorità strategica. L’alto rappresentante Kaja Kallas ha parlato di una situazione “estremamente preoccupante” e ha invitato tutte le parti a lasciare spazio alla diplomazia.

Via libera del Senato USA

Negli Stati Uniti il Senato ha respinto la risoluzione democratica che avrebbe limitato i poteri del presidente nel proseguire la campagna militare contro Teheran. Il provvedimento è stato bocciato con 53 voti contrari e 43 favorevoli, lasciando alla Casa Bianca piena libertà di azione. Nel frattempo Washington ha evacuato circa 6.500 cittadini americani dalla regione. Secondo media israeliani un caccia statunitense F15 sarebbe precipitato nell’ovest dell’Iran, ma i piloti sono stati recuperati in un’operazione congiunta americana e israeliana.

Italia e Europa in stato di allerta

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avvertito che esiste “un concreto rischio di allargamento del conflitto”, sottolineando che quasi 100 mila italiani si trovano nei Paesi del Golfo. Dall’inizio della crisi circa 10 mila connazionali hanno già lasciato le aree più esposte. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’innalzamento al massimo livello della difesa aerea nazionale e il possibile dispiegamento di sistemi antimissile nel Mediterraneo orientale. L’Italia, insieme a Francia e Spagna, sta inoltre valutando un supporto militare a Cipro.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che “l’Italia non è in guerra”, ma ha riconosciuto che l’escalation iraniana contro i Paesi vicini potrebbe avere “conseguenze imprevedibili” anche per l’Europa, soprattutto sul fronte energetico. Nel frattempo Mosca osserva da lontano: il Cremlino ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di assistenza militare da parte dell’Iran, mentre il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha definito il conflitto “una crisi dalle conseguenze globali”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…

“Tassi, serve prudenza”: l’avviso della Banca d’Italia

“La politica monetaria deve essere bilanciata”. Sono state parole chiare…