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Teatro Ariston

Sanremo 2026, Sal Da Vinci: “È la vittoria di un popolo”

domenica, 1 Marzo 2026
1 minuto di lettura

In sala stampa la voce trema ancora per l’emozione. Il volto è quello di chi ha attraversato anni di tentativi, attese, porte socchiuse. Poi l’esplosione dell’Ariston e il nome pronunciato per ultimo. Sal Da Vinci vince il Festival di Festival di Sanremo 2026 e sceglie di non parlare solo di sé: “La mia è la vittoria di un popolo. Di tutti quelli che come me hanno perseverato nei sogni. Ieri sera si è realizzato un sogno che avevo da quando sono nato”.

L’emozione è evidente: “È indescrivibile, ho ancora addosso questo affetto clamoroso che tutti mi hanno regalato”. Il percorso parte da lontano: “Ho iniziato questo mestiere quando avevo 7 anni. Continuare a perseverare, tra cadute e risalite, non è stato facile. È la vittoria di tutti quelli come me che vengono dal basso”. Sanremo, per lui, non è stato un traguardo immediato. “In passato ci sono state grandissime difficoltà. Avevo fatto tredici tentativi, poi è andata bene nel 2009 e ora, dopo 17 anni, posso dire che è andata benissimo. È la realizzazione di tutti quelli che hanno sempre perseverato”.
Il successo assume anche un significato identitario: “Napoli ha sempre cantato, forse meno a Sanremo, ma ha sempre cantato. La sua musica, la sua cultura musicale, è riconosciuta in tutto il mondo ed è dell’Italia tutta”. Non una rivendicazione, ma un riconoscimento di radici che diventano patrimonio nazionale.

Condivisione

Nel momento del trionfo c’è spazio per una condivisione simbolica: “Voglio condividere anche con Geolier questo premio. Viene dal popolo. La sua opera è rimasta un po’ incompiuta qui a Sanremo”. Ora si apre la prospettiva dell’Eurovision Song Contest: “In questo momento mi tocca ma mi sembra una cosa così grande da affrontare. È un impegno bello, portare la musica italiana fuori dal nostro Paese. È una cosa che mi invade. Ho sempre visto la musica come aggregazione, pace nel mondo. In una manifestazione così importante in Europa l’Italia deve esserci”.
Tra le prime parole dopo la vittoria, quelle dedicate alla moglie Paola: “È stata ed è una compagna di vita importante. Grazie a lei sono riuscito a sopravvivere nella tana dei lupi. Mi ha sempre sostenuto e incoraggiato, è una donna eccezionale. Ci conosciamo dall’84, il primo bacio ce lo siamo dati a Posillipo”. Dopo l’annuncio del verdetto, racconta, “non ci siamo parlati tanto, ci siamo guardati. Ci conosciamo così tanto che ormai andiamo in simbiosi”.
Infine, una precisazione su un meme circolato nelle ore successive alla vittoria, nel quale gli viene attribuita una presa di posizione sul referendum sulla giustizia: “È una fake news, non l’ho mai detto. Non mi sono mai esposto. Fino all’ultimo uno può decidere quello che vuole”.

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