È arrivata da Mosca la proposta di spostare i prossimi colloqui sulla pace in Ucraina da Ginevra ad Abu Dhabi. L’idea, confermata da ambienti diplomatici russi e riportata dalla Tass, sarebbe accolta anche dagli Stati Uniti, anche se Washington non la considera una priorità. Secondo la fonte, la Svizzera “ha perso lo status di potenza neutrale” e la sua “vicinanza ai Paesi europei reazionari” non favorisce il negoziato. Da Kiev toni più prudenti: il governo non ha espresso un sostegno netto alla nuova sede e ha ribadito la necessità di una neutralità riconosciuta da tutte le parti. Un portavoce europeo ha sintetizzato che mantenere una sede imparziale è “essenziale per preservare la fiducia tra le delegazioni e dare un futuro ai colloqui”. Sul terreno gli scontri restano intensi. Mosca ha annunciato la conquista di due villaggi nelle regioni di Kharkiv e Zaporizhia. Nella notte le difese aeree russe sostengono di aver abbattuto 97 droni ucraini sopra Crimea, Bryansk, Belgorod e Krasnodar. Proprio nel Krasnodar un drone ha colpito una raffineria a Novominskaya: in fiamme un serbatoio e un’area di 150 metri quadrati, senza vittime.
Ucraina: debutta il missile FP-7
L’azienda ucraina Fire Point ha diffuso le immagini dei primi lanci del nuovo missile balistico FP-7. Il cofondatore Denis Shtilierman ha scritto: “Diamo il benvenuto al missile balistico FP-7”, pubblicando un video dei test. Secondo i dati già resi noti, il vettore può trasportare 150 chili di esplosivo, raggiungere i 200 chilometri, toccare i 1.500 metri al secondo e volare fino a 250 secondi. Il progetto si ispira al missile sovietico 48H6 ma utilizza materiali più leggeri e un sistema di guida aggiornato. Traiettoria balistica e velocità dovrebbero renderlo più difficile da intercettare rispetto ai missili da crociera. Per il colonnello Andriy Kovalenko è “l’analogo dell’ATACMS” statunitense.
Zelensky: Teheran nel mirino
Il presidente Volodymyr Zelensky ha collegato il conflitto alla crisi mediorientale affermando che “il regime iraniano ha scelto di diventare complice di Putin e gli ha fornito droni Shahed” e le relative tecnologie. “È giusto dare al popolo iraniano la possibilità di liberarsi di un regime terroristico”, ha aggiunto, sostenendo che “ogni volta che c’è determinazione americana, i criminali globali si indeboliscono”. Zelensky ha ribadito la necessità di “impedire l’espansione della guerra” e favorire stabilità regionale, ricordando le richieste internazionali di moderazione dopo gli attacchi contro depositi e infrastrutture. Anche il sindaco di Kiev, Vitalij Klyčko, ha avvertito: “Putin andrà avanti fino a quando noi gli permetteremo di farlo. Non si fermerà”. Klyčko ha ricordato oltre 300 vittime civili nella capitale dall’inizio dell’invasione e “più di un mese nei bunker” nell’ultimo anno.
Mosca condanna gli attacchi all’Iran
Il ministero degli Esteri russo ha definito i raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran “un atto di aggressione armata pianificato e immotivato contro uno Stato sovrano membro delle Nazioni Unite”. L’ambasciata russa a Teheran ha invitato i connazionali a lasciare il Paese “qualora ne abbiano la possibilità”, chiedendo però di “mantenere la calma”. Dmitry Medvedev ha attaccato Donald Trump su Telegram: “Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto”. Ha definito i negoziati con Teheran “un’operazione di copertura” e ha aggiunto: “Gli Stati Uniti hanno 249 anni. L’impero persiano più di 2.500. Vedremo tra cento anni”. Da Washington e dall’Onu non sono arrivate indicazioni su un’eventuale prosecuzione dei raid, ma le reazioni internazionali insistono sulla necessità di moderazione e rispetto del diritto internazionale in un clima di forte escalation.



