venerdì, 23 Luglio, 2021
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Green Pass. Messina (Confesercenti): attesi 2.7 milioni di turisti stranieri

Il via libera definitivo del Parlamento europeo al green pass è una notizia che rincuora le Associazioni di categoria. Per il settore turismo la decisione darà “una spinta fondamentale e concreta per riaccendere il motore del turismo”. Il calcolo di presenze in più è dell’8%, una domanda turistica con destinazione Italia, pari a circa 2,7 milioni di presenze turistiche estere in più. In generale, dovrebbe avere effetti più evidenti nelle regioni del Nord Italia che del Centro e del Mezzogiorno. L’impatto è riconducibile soprattutto ai mercati europei, mentre rimane grande preoccupazione per chi lavora con mercati asiatici e Russia. “Con il via libera al green pass”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti, “arriva una spinta fondamentale e concreta per riaccendere il motore del turismo. Ora bisogna spingere l’acceleratore sulle politiche di rilancio del settore, per far recuperare alle imprese tutto il terreno perso con la pandemia e consolidare la ripresa”.

Si tratta comunque di una ripartenza dopo un anno di blocco e di crisi travolgente che ha messo in ginocchio o peggio fatto chiusure decine di strutture. “Dopo un anno terribile di stop”, calcola Messina, “il turismo riparte dalla stagione estiva 2021 che sta consegnando i primi segnali di riavvio ma ancora lento, soprattutto dal
punto di vista della domanda straniera, mentre siamo ancora lontani dai livelli pre-Covid”. Situazione controversa e tutta in difesa, gli entusiasmi sono ridotti perché la stagione è all’inizio e di geme un consuntivo non entusiasmante.

“L’auspicio”, ammette il Presidente di Assoturismo Confesercenti, “è che il consuntivo di fine estate, invece, ci consegni risultati positivi grazie al passaporto sanitario europeo: la riapertura tardiva del turismo italiano ha pesato, purtroppo, sulla ripartenza delle imprese e l’incertezza su date e coprifuoco ha dirottato molti viaggiatori stranieri verso altri paesi”. Infine la considerazione che suona amara. “Per ripartire”, conclude Messina, “non basta riaprire, c’è bisogno di un piano di rilancio e promozione della destinazione Italia soprattutto presso i mercati esteri”.

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