domenica, 19 Settembre, 2021
Regioni

Vaccino italiano a Dna iniettato al San Gerardo di Monza

MILANO (ITALPRESS) – E' stata effettuata la prima somministrazione del vaccino a Dna contro il Covid-19 all'Ospedale San Gerardo di Monza. Si chiama Covid-eVax ed è un vaccino tutto italiano, ideato da Takis e sviluppato in collaborazione con Rottapharm Biotech, che può essere 'adattato' alle varianti e non necessita di conservazione ad alta temperatura e quindi di più facile distribuzione. La fase 1 coinvolgerà 80 volontari sani divisi in 4 gruppi con dosi diverse somministrate con o senza richiamo, mentre in fase 2 si raggiungeranno fino a 240 soggetti sulle dosi più promettenti. Il vaccino a Dna rappresenta una innovazione rispetto alle altre piattaforme tecnologiche già disponibili, quali quelle a Rna messaggero o a vettore virale. "Il Dna consente di evitare la catena del freddo nella conservazione e nel trasporto" ha dichiarato Luigi Aurisicchio, amministratore delegato e direttore scientifico di Takis. "Per le sue caratteristiche, la produzione dell'antigene è prolungata nel tempo e il vaccino potrebbe funzionare bene già al primo ciclo. Inoltre, se necessario la somministrazione può essere ripetuta più volte per una risposta immunitaria più solida, anche grazie all'impiego della tecnica dell'elettroporazione sviluppata da un'altra azienda italiana, Ige di Carpi, che facilita l'ingresso del Dna nelle cellule muscolari e funge anche da adiuvante, stimolando quindi i processi immunologici". Un vaccino sviluppato quindi interamente in Italia e che si avvale anche di un consorzio prestigioso di centri clinici italiani per la fase 1 e la fase 2 della sperimentazione clinica. A partecipare allo studio sono infatti l'Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, l'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e l'Ospedale San Gerardo di Monza in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca. I tre centri clinici sono coinvolti in tutte le attività dello studio, ma ciascuno ha responsabilità maggiori su uno dei tre aspetti principali della sperimentazione. Il San Gerardo a Monza è responsabile del trattamento dei primi soggetti di ciascuna dose e quindi della verifica dei risultati preliminari: la prima somministrazione è avvenuta oggi nel Centro di ricerca di fase 1 diretto da Marina Cazzaniga, ricercatrice di oncologia medica dell'Università di Milano-Bicocca. "Il vaccino promuove la produzione di una porzione molto specifica della proteina 'spike', quella che il virus utilizza per legarsi alle cellule umane" sottolinea Paolo Bonfanti, direttore della UO di Malattie Infettive della Asst Monza e professore associato di Malattie Infettive dell'Università di Milano-Bicocca "e contro cui, quindi, l'organismo scatenerà la risposta immunitaria". La sperimentazione dell'innovativo vaccino, messo a punto l'azienda Takis insieme alla Rottapharm Biotech, verrà condotta anche all'Ospedale Spallanzani Di Roma e l'Istituto Pascale di Napoli "Il vaccino a Dna può essere facilmente e velocemente modificato a tenere conto delle varianti del virus che stanno diventando prevalenti o che si dovessero manifestare in futuro", precisa Paolo Ascierto, Direttore dell'Unità di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Pascale di Napoli. Infine, lo Spallanzani a Roma è responsabile di tutti gli esami di laboratorio che documentino la risposta immunitaria e quindi la potenziale efficacia. Il vaccino si è infatti comportato molto bene nelle prove di laboratorio, provocando una forte risposta immunitaria sia di tipo anticorpale sia cellulare, che ora andrà confermata nell'uomo. "Con Covid-eVax stiamo dimostrando la capacità della Ricerca italiana nella generazione di soluzioni innovative contro la pandemia e abbiamo chiesto la collaborazione di importanti centri italiani per lo sviluppo- conclude Aurisicchio -. Abbiamo trovato in Rottapharm Biotech un partner per l'investimento iniziale e il supporto nello sviluppo clinico, ma ora è necessario l'intervento finanziario delle istituzioni italiane ed europee su una tecnologia che potrebbe rivelarsi utile non solo contro COVID-19, ma anche su una serie di altre indicazioni terapeutiche, a cominciare dai vaccini contro il cancro". (ITALPRESS). fmo/pc/red 01-Mar-21 15:25

Sponsor

Articoli correlati

In Sicilia la scuola riapre il 16 settembre

Redazione

Con app Unipa “Carceri dell’inquisizione”,visite guidate a Palazzo Steri

Redazione

Agricoltura, in Calabria al via pagamenti per oltre 5 mln

Paolo Fruncillo

Lascia un commento