giovedì, 21 Gennaio, 2021
Attualità

Violenza donne. Nel primo semestre del 2020 presso i centri veneti antiviolenza 20% di contatti in meno. Zaia, “Tutto il nostro impegno affinché il covid non sia complice di una minor emersione del fenomeno” 

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“In questi mesi di pandemia i servizi sociali ci segnalano che sembra delinearsi una flessione del lavoro della rete dei servizi antiviolenza. Nel primo semestre di quest’anno, infatti, rispetto allo stesso periodo del 2019 sono diminuiti del 20% i contatti o gli accessi preliminari e del 10% le prese in carico. Questo confronto porta a concludere che la tendenza per l’anno 2020 è dovuta ad un calo dei percorsi specifici; un trend preoccupante perché lo riteniamo non dovuto ad una significativa riduzione dei casi ma ad un contenimento dell’emersione del fenomeno a cui non sono estranee alcune situazioni di isolamento a causa del rischio di contagio”.

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, interviene in occasione della Giornata Mondiale per il contrasto alle violenze sulle donne, esprimendo tutta la solidarietà alle vittime.

“Ogni volta che si consuma un atto di violenza su una donna – aggiunge il Governatore – non è sufficiente condannare il fatto ed esprimere solidarietà alla vittima. Il lavoro dei centri specializzati, che solo l’anno scorso hanno ricevuto 7.127 nuovi contatti e seguito con un percorso specifico 3.174 donne, è sicuramente importante ma i dati sono tali da rendere necessario interrogarsi ogni giorno su quale è il nostro atteggiamento reale nel combattere questa piaga sociale tanto deprecabile e così difficile da debellare”.

“In questo periodo di pandemia la riflessione si fa più pressante – prosegue Zaia – perché le restrizioni per contrastare il contagio sembrano, in certa misura, aver ricondotto il fenomeno tra le mura delle case. Il mio pensiero va alle donne che hanno avuto il coraggio di reagire a queste situazioni ma soprattutto a quelle che non lo fanno e continuano a sopportare per un’infinità di motivi che vanno dalla paura all’amore per i figli fino alle difficoltà economiche che le costringono a rimanere con un partner violento.  Il confronto del primo semestre del 2019 con quello di quest’anno porta a concludere che, da gennaio, la tendenza è di un calo dell’attivazione di percorsi specifici a favore di vittime, in particolare da parte dei centri antiviolenza.  Non possiamo accettare che ci siano donne che pagano la situazione legata al Coronavirus anche con questa sofferenza. Ancor meno accettabile è che il Covid tra i tanti danni che ha provocato, si renda anche complice di favorire la violenza domestica”.

“Rinnovando la mia solidarietà, confermo l’impegno della Regione contro la violenza sulle donne – conclude il Presidente -. La nostra realtà territoriale comprende 25 centri specifici, 35 sportelli diffusi in ogni provincia e 23 case rifugio. Invito ogni donna che ha subito atti di violenza o si senta minacciata a farsi forza e a non esitare. I nostri bravissimi operatori sono pronti a offrire un abbraccio e tanta professionalità perché possa superare una simile esperienza e tornare a guardare a una vita di riscatto”.

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