Un mistero rimasto sepolto sotto la sabbia per più di quattro secoli è stato finalmente risolto grazie alla tecnologia. Un gruppo di ricercatori della Cardiff University e dell’Amgueddfa Cymru – Museum Wales è riuscito a decifrare la combinazione di un antico lucchetto in ottone recuperato dal relitto della Ann Francis, nave mercantile naufragata sulle coste gallesi nel lontano 1583. Il codice, formato da quattro lettere, era “ANCE”.
La nave stava rientrando dalla Spagna quando, la sera del 28 dicembre 1583, venne investita da una violenta tempesta, finendo fuori rotta e naufragando sulla spiaggia di Margam, vicino a Port Talbot. Il suo carico rimase nascosto per secoli sotto strati di sabbia. Tra gli oggetti successivamente recuperati figuravano monete d’argento spagnole, pesi per monete e il misterioso lucchetto. A scoprire gran parte del tesoro fu il cercatore Peter Hughes, che tra il 1996 e il 2017 riportò alla luce numerosi reperti.
La tecnologia dietro la scoperta
Il lucchetto era in condizioni eccezionali e i suoi anelli girevoli funzionavano ancora, ma individuare la combinazione senza rischiare di danneggiare il manufatto sembrava impossibile. La soluzione è arrivata con la microtomografia computerizzata. Il ricercatore David Williams ha utilizzato la tecnica, normalmente impiegata per studiare ossa e strutture biologiche, per realizzare un’immagine tridimensionale dell’interno del meccanismo. Osservando l’allineamento tra tacche e lettere, gli studiosi hanno individuato la combinazione corretta e sono riusciti ad aprire il lucchetto senza danneggiarlo.
Resta però un ultimo enigma. Non si conosce il significato delle lettere “ANCE”, né è possibile stabilire con certezza che cosa proteggesse il lucchetto. La vicinanza con monete d’argento spagnole fa pensare a un piccolo forziere contenente oggetti preziosi, ma potrebbe aver custodito anche documenti o tessuti di valore ormai scomparsi. Più del possibile tesoro, così, a sorprendere gli studiosi è lo stesso manufatto: un meccanismo costruito nel XVI secolo, sopravvissuto a un naufragio e a quattrocento anni sotto la sabbia, che la tecnologia moderna è riuscita finalmente a far parlare.





