La battaglia per il controllo di Nexperia si sposta nuovamente nelle aule giudiziarie. Il produttore olandese di semiconduttori ha avviato un procedimento nei Paesi Bassi contro la società cinese Wingtech, sua proprietaria, e contro il fondatore Zhang Xuezheng, chiedendo un risarcimento per i danni che sostiene di aver subito dalle loro condotte.
Secondo Wingtech, la richiesta complessiva ammonterebbe a 2 miliardi di dollari, cifra che Nexperia non ha però indicato direttamente nel proprio comunicato. Al centro della controversia c’è ormai una profonda frattura tra le attività europee e quelle cinesi dell’azienda.
Stando alla ricostruzione fornita da Wingtech, Nexperia accusa le proprie divisioni in Cina di aver violato accordi interni e di aver costruito una catena di approvvigionamento autonoma, interferendo con l’attività della società olandese e creando di fatto un concorrente diretto. Un comportamento che, secondo l’accusa, configurerebbe una pratica commerciale sleale in base alla legge olandese.
Wingtech respinge tutte le contestazioni e anche la quantificazione dei danni. La società cinese ha inoltre dichiarato di non aver ancora ricevuto formalmente l’atto di citazione e di essere pronta ad affidarsi a consulenti legali internazionali per difendersi qualora il procedimento venga formalmente avviato.
Lo scontro affonda le radici nella crisi esplosa nel 2025, quando le autorità olandesi intervennero su Nexperia temendo il trasferimento verso la Cina di attività e proprietà intellettuale. Il provvedimento governativo fu successivamente revocato, ma un tribunale sospese Zhang Xuezheng dall’incarico di amministratore delegato e trasferì il controllo dei diritti di voto delle azioni di Wingtech a un amministratore olandese.
La disputa aveva assunto rapidamente anche una dimensione internazionale. Pechino impose temporaneamente restrizioni alle esportazioni dei chip Nexperia confezionati a Dongguan, provocando difficoltà di approvvigionamento per alcune case automobilistiche. Le misure sono state poi allentate, ma la spaccatura societaria è rimasta.





