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EMANUELE ORSINI CONFINDUSTRIA

Manovra, Orsini dopo l’incontro con Meloni: “Dialogo franco e costruttivo”

Al centro del confronto con il Premier industria, energia e legge di Bilancio. Confindustria chiede di prorogare l’iperammortamento fino al 2029. Fumarola incontra i vertici di FdI: “I pensionati non possono diventare il bancomat”
giovedì, 5 Novembre 2026
3 minuti di lettura

Un confronto definito «franco e costruttivo», ma con richieste precise sulla politica industriale, sugli incentivi agli investimenti e sui costi dell’energia. La manovra economica entra nel vivo del confronto con le parti produttive e ieri il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il numero uno di Confindustria, Emanuele Orsini, per affrontare alcuni dei capitoli che le imprese considerano decisivi per la propria competitività. Al centro del colloquio, oltre alla legge di Bilancio, la necessità di costruire una strategia capace di superare l’orizzonte delle singole misure e di offrire certezze a chi deve programmare investimenti. «Abbiamo parlato di temi importanti per l’interesse del Paese: industria, legge di Bilancio ed energia. È stato un dialogo franco e costruttivo», ha riferito Orsini, intervenuto all’incontro sui nuovi orizzonti delle imprese organizzato con Intesa Sanpaolo. Il Presidente di Confindustria ha ricordato che il settore industriale coinvolge oltre cinque milioni di persone e rappresenta un interlocutore necessario nelle scelte economiche, pur riconoscendo il valore della disciplina dei conti pubblici: «Quando ci presentiamo all’estero e abbiamo i conti in ordine questo ci aiuta, è una garanzia».

Iperammortamento e contratti di sviluppo

La richiesta principale riguarda il prolungamento dell’iperammortamento fino al 2029, un anno oltre la scadenza del 2028, per consentire alle aziende di pianificare gli investimenti senza l’incertezza legata al rinnovo degli incentivi. Secondo i dati richiamati da Orsini, in sei mesi, a fronte di un costo per lo Stato di due miliardi di euro, lo strumento avrebbe già favorito oltre otto miliardi di investimenti delle imprese: «L’industria rappresenta l’83% del welfare del Paese, quello che chiediamo è responsabilità e un piano industriale a lungo termine», ha sottolineato il leader degli industriali, che sollecita anche procedure più rapide per i contratti di sviluppo e una semplificazione degli strumenti a disposizione delle aziende, a partire dalla Zes unica.

Per reperire le risorse necessarie, Confindustria propone una rivalutazione dei cespiti aziendali con un’aliquota del 5%, il cui gettito potrebbe finanziare il rafforzamento degli incentivi e dei contratti di sviluppo. Sul fronte energetico, Orsini ha riconosciuto l’attenzione del governo alle esigenze del settore produttivo, ma ha chiesto un intervento europeo più incisivo: «Non parlare di un mercato unico dell’energia è molto miope». Il tema resta legato anche al decreto bollette, sul quale, secondo il presidente degli industriali, l’esecutivo è al lavoro.

Pensioni e sanità

Le richieste delle imprese si inseriscono in una discussione sulla manovra che coinvolge anche pensioni e sanità. Matteo Salvini è tornato ieri a rivendicare il superamento della legge Fornero, respingendo l’idea che la Lega abbia avanzato pretese eccessive: «Il diritto alla pensione, al lavoro e alla casa non sono spese, sono diritti», ha detto il Vicepremier a San Marino RTV, convinto che lo Stato possa sostenere un investimento previdenziale di questa natura.

Sul fronte previdenziale si è espressa anche la Segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola che ieri ha incontrato a Roma, nella sede di Fratelli d’Italia, i vertici del Partito insieme al Segretario confederale Angelo Marinelli. Un confronto giudicato «positivo», nel quale il sindacato ha espresso apprezzamento per alcune misure fiscali e a sostegno delle famiglie, ma anche forti riserve sull’indicizzazione delle pensioni: «I pensionati non possono diventare il bancomat a cui attingere a ogni difficoltà economica». Fumarola ha contestato inoltre i tagli alla scuola e chiesto maggiori risorse per la sanità. Da FdI, ha riferito, sono arrivati rassicurazioni e l’impegno a esaminare le proposte della Cisl.

Più dura la posizione del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha contestato la previsione di un voucher fino a 300 euro destinato agli ultrasettantacinquenni per prestazioni nel settore privato. Secondo il Governatore, la misura altererebbe il rapporto tra sanità pubblica e strutture convenzionate, con il rischio di sottrarre alla programmazione delle Asl una quota di risorse che quantifica in 1,6 miliardi di euro: «Si mina alle fondamenta la sanità pubblica», ha spiegato Giani a margine della Conferenza delle Regioni, auspicando una posizione comune degli enti territoriali contro una norma che, a suo giudizio, potrebbe modificare l’impostazione universalistica del servizio sanitario.

Scuola, salari e diritto allo studio

Sul versante del lavoro Confintesa ha chiesto che la legge di Bilancio restituisca centralità al potere d’acquisto delle famiglie, al rinnovo dei contratti e all’occupazione giovanile. Per il Segretario generale Francesco Prudenzano servono risorse strutturali, riduzione della pressione fiscale e maggiore attenzione alla stabilità occupazionale: «Il lavoro non è un costo da comprimere, ma una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del Paese». Nel settore scolastico il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha illustrato alla Camera il sistema di formazione continua incentivata per i docenti, con riconoscimenti economici collegati a percorsi sottoposti a valutazione. Un meccanismo che si affianca al nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, al quale è stata collegata la retribuzione di risultato.

Dall’università arrivano invece misure sul finanziamento degli atenei: 200 milioni di euro aggiuntivi, rispetto a un Fondo di finanziamento ordinario di circa 9,5 miliardi, destinati all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili negli edifici universitari. La revisione delle regole del Fondo punta inoltre a rendere utilizzabili con maggiore flessibilità fino a 270 milioni di euro attualmente vincolati, per ampliare l’autonomia nella programmazione delle attività.

Resta aperto anche il confronto sui libri di testo. Federcartolai ha contestato l’articolo 105 del disegno di legge di Bilancio 2027, che prevede un meccanismo basato sulle licenze digitali. Per il Presidente Paolo Caroli, l’eventuale stampa dei materiali rischierebbe di annullare il risparmio per le famiglie: per un volume di 250 pagine, stima l’associazione, il solo servizio di stampa potrebbe costare tra 18 e 22 euro, ai quali aggiungere il prezzo della licenza.

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