A quarantotto ore dal vertice con il Canada, l’Unione europea si divide sull’ipotesi di attribuire a Ottawa lo status di “membro associato”. Una formula senza precedenti che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva proposto il mese scorso al premier canadese Mark Carney, aprendo però un confronto tra le capitali europee sul significato politico e giuridico della nuova definizione.
Il nodo è esploso durante la preparazione della dichiarazione congiunta per il summit di Montreal del 29 e 30 ottobre. Non essendo riusciti a trovare un accordo, gli ambasciatori dei Ventisette avevano affidato martedì il testo alla cosiddetta “procedura del silenzio”, che ne avrebbe consentito l’approvazione automatica in assenza di obiezioni. La Germania, insieme ad almeno altri tre Paesi, ha però bloccato la procedura, chiedendo di eliminare completamente l’espressione “membro associato”. La questione tornerà così sul tavolo degli ambasciatori mercoledì.
Berlino guida il fronte dei contrari alla formula e già nei giorni scorsi anche Francia, Italia e Belgio avevano espresso perplessità. Le obiezioni riguardano soprattutto l’opportunità di assegnare un nome a una nuova relazione prima di averne stabilito concretamente contenuti e limiti. Secondo fonti diplomatiche citate da Politico, inoltre, von der Leyen avrebbe lanciato la proposta senza una preventiva consultazione con i governi europei.
Lo scontro sulla definizione non sembra però mettere in discussione l’obiettivo di avvicinare ulteriormente UE e Canada. Al vertice, von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa incontreranno Carney per lanciare una nuova “alleanza per il futuro”. Sul tavolo ci saranno commercio, sicurezza, difesa, materie prime critiche, digitale, ricerca, istruzione e cooperazione nell’Artico. Il rapporto si prepara dunque a diventare più stretto, ma l’Europa deve ancora decidere quale nome dargli.





