A dieci anni dai fatti contestati, James Comey torna ancora una volta nel mirino del Dipartimento di Giustizia americano. L’ex direttore dell’FBI è accusato di aver favorito nel 2016 la divulgazione a un giornalista di informazioni sensibili riguardanti la sicurezza nazionale.
È il terzo procedimento penale avviato contro di lui da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, ma prima ancora del merito delle accuse lo scontro si annuncia tutto giuridico: i legali di Comey sostengono infatti che il termine previsto per perseguirlo sia ormai scaduto.
Il caso è emerso da documenti giudiziari desecretati lunedì. Il Dipartimento di Giustizia ha depositato una “criminal information”, un atto non approvato da un grand jury, sostenendo che la procedura sia sufficiente a interrompere il decorso del termine decennale di prescrizione mentre l’indagine prosegue. La difesa contesta invece questa interpretazione e chiede l’archiviazione, affermando che entro il limite previsto sarebbe servita una vera incriminazione da parte del grand jury. Toccherà quindi a un giudice stabilire se l’azione possa andare avanti.
Le accuse riguardano una presunta fuga di informazioni dell’ottobre 2016 collegata a un articolo del New York Times sulla sorveglianza governativa delle email. Secondo i documenti, Comey avrebbe fatto arrivare attraverso altre persone informazioni sulla difesa nazionale a un reporter. I suoi avvocati sostengono che la vicenda fosse già stata esaminata in precedenza senza produrre accuse penali.
Comey respinge ogni addebito e denuncia quello che considera un abuso del Dipartimento di Giustizia. «Sono ancora innocente», ha ribadito in un video, dicendosi fiducioso nell’indipendenza della magistratura federale. La nuova offensiva giudiziaria riaccende così uno degli scontri più duraturi dell’era Trump. Fu proprio il presidente a licenziare Comey dalla guida dell’FBI nel 2017, e da allora i due sono diventati avversari dichiarati. Ora la battaglia si sposta nuovamente nelle aule federali, alla vigilia delle elezioni di metà mandato, con una questione preliminare decisiva: stabilire se, dieci anni dopo, esista ancora lo spazio legale per processare l’ex capo dell’FBI.





