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Ucraina, cresce la tensione: Mosca evoca il rischio nucleare, il Vaticano insiste sul dialogo

Ucraina, cresce la tensione: Mosca evoca il rischio nucleare, il Vaticano insiste sul dialogo

Belousov accusa Washington di valutare l'impiego di armi nucleari in Europa. Da Mosca, il segretario per i Rapporti con gli Stati Paul Gallagher ribadisce la necessità di non isolare la Russia e offre i buoni uffici della Santa Sede. Tusk: Non si può escludere una provocazione russa contro la Nato
lunedì, 31 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Gli strateghi militari statunitensi starebbero valutando l’eventualità di un impiego di armi nucleari sul teatro operativo europeo. È l’accusa formulata da Andrei Belousov, esponente del ministero degli Esteri russo, in un’intervista a Russia Today ripresa dalla Tass. Secondo Belousov, le pressioni esercitate da Washington per discutere del disarmo e della trasparenza sull’arsenale nucleare tattico russo avrebbero l’obiettivo di distogliere l’attenzione dai programmi missilistici statunitensi in Europa.

Il diplomatico russo sostiene inoltre che un’eventuale riduzione o eliminazione delle armi nucleari tattiche di Mosca finirebbe per aumentare, a suo giudizio, il rischio di un attacco nucleare da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. Belousov ha quindi invitato i Paesi europei a valutare con attenzione quelli che considera i rischi dell’attuale approccio di Washington.

Gallagher: isolare Mosca non aiuta

Da Mosca, il segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, monsignor Paul Gallagher, ha ribadito la necessità di mantenere aperti i canali diplomatici con la Russia. “Gli incontri che abbiamo avuto a Mosca con diversi rappresentanti delle missioni diplomatiche servono a rafforzare l’iniziativa della Santa Sede di mantenere aperta la via del dialogo”, ha spiegato Gallagher ai media vaticani, tracciando un bilancio della missione nella capitale russa. ”Siamo convinti che questa sia la strada da seguire e che isolare le persone, i Paesi, francamente non aiuti”, ha aggiunto, precisando che ogni Stato «ha tutto il diritto di decidere autonomamente la propria strategia” Secondo Gallagher, la presenza della Santa Sede a Mosca vuole anche rappresentare un’occasione per interrogarsi sull’efficacia delle strategie adottate finora.

“Venendo qui a Mosca e facendo quello che altri in questo momento non fanno, invitiamo a riflettere se le strategie attuate finora stiano portando dei risultati per risolvere questa tragedia”, ha affermato. Gallagher ha riconosciuto che, al momento, non sembra esserci una richiesta di coinvolgimento diretto degli uffici diplomatici della Santa Sede. Tuttavia, ha sottolineato come il gesto sia stato apprezzato e rappresenti la volontà del Vaticano di non rimanere estraneo alla crisi. “Nel mondo di oggi nessuno può risolvere qualcosa da solo. Sia la Russia, sia l’Ucraina hanno bisogno della comunità internazionale, hanno bisogno delle loro alleanze”, ha detto Gallagher, confermando la disponibilità della Santa Sede ad assistere entrambe le parti.

La linea della Santa Sede

Gallagher ha confermato anche quanto riferito dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov dopo il loro incontro bilaterale: la Santa Sede si sarebbe limitata a un appello generale affinché il conflitto termini il prima possibile. “Sì, è vero”, ha risposto Gallagher. “Questa è proprio la nostra linea, che abbiamo sempre mantenuto”. La Santa Sede, ha spiegato, non intende entrare nei dettagli dei negoziati né proporre soluzioni tecniche, perché questa responsabilità spetta direttamente alle parti belligeranti. Il ruolo del Vaticano è invece quello di «invitare a mostrare buona volontà per avviare seriamente un dialogo» e chiedere a Russia, Ucraina e agli altri Paesi coinvolti di compiere ogni sforzo possibile per creare spazi di confronto.

Tusk: possibile una provocazione contro la Nato

Sul fronte della sicurezza europea, il premier polacco Donald Tusk ha riferito di aver avuto un colloquio con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che gli avrebbe fornito una valutazione della situazione nella regione e dell’andamento del conflitto russo-ucraino. “Come avevo previsto, l’escalation russa sta progredendo”, ha scritto Tusk su X, rilanciando il precedente allarme sulla crescente tensione.

Il premier polacco ha sottolineato la necessità di rafforzare il sostegno aereo all’Ucraina, definendolo “fondamentale anche per la nostra sicurezza» e sostenendo che si tratti di un compito che «riguarda tutta l’Europa”. “Dobbiamo essere preparati a diversi scenari», ha aggiunto Tusk, avvertendo che non si può escludere «una provocazione da parte della Russia contro qualsiasi membro della Nato”.

Colpita una raffineria russa

Nella notte, le forze ucraine hanno preso di mira un’importante raffineria di petrolio nell’oblast di Leningrado, nella Russia nord-occidentale, e una base aerea nel territorio di Krasnodar. Lo riferisce The Kyiv Independent, secondo cui l’impianto Kinef, uno dei principali complessi di raffinazione russi, sarebbe stato interessato da un incendio dopo un attacco con droni. La struttura è sottoposta alle sanzioni occidentali contro la Russia, comprese quelle degli Stati Uniti.

Il governatore dell’oblast di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, ha confermato che un drone si è schiantato nelle vicinanze di una raffineria nel distretto di Kirishi, provocando un incendio. Secondo le autorità locali, nella regione sono stati abbattuti 42 droni. Un altro attacco ha interessato la città di Yeysk, nel territorio di Krasnodar, dove una base aerea sarebbe stata colpita. Testimoni citati dalle fonti locali hanno riferito di una serie di forti esplosioni.

Kiev sotto attacco

Nella stessa notte, una nuova ondata di attacchi con droni russi ha colpito Kiev, provocando incendi e danni in diversi settori della capitale ucraina. Secondo quanto riferito da Rbc-Ucraina, l’aeronautica militare aveva segnalato ripetutamente l’avvicinamento di droni verso la città. Le difese antiaeree sono entrate in azione mentre in diverse zone della capitale venivano udite forti esplosioni. Il sindaco Vitaliy Klitschko e l’Amministrazione militare di Kiev hanno confermato danni e interventi di emergenza nei distretti di Obolonsky, Podolsky, Holosiivsky e Dniprovsky.

Tra le aree maggiormente colpite figura il quartiere residenziale di Obolon, dove un drone si sarebbe schiantato tra gli edifici provocando un vasto incendio in un palazzo di dodici piani. Le fiamme avrebbero interessato gli appartamenti compresi tra il secondo e il quinto piano. Un altro incendio è stato segnalato all’interno di un impianto adibito a magazzino nel distretto di Podil. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i soccorritori sanitari. Le autorità locali stanno effettuando le verifiche per determinare l’entità dei danni. Al momento delle prime informazioni non erano stati diffusi bilanci ufficiali su eventuali vittime o feriti.

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